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Viterbo - 36 lavoratori a rischio licenziamento - Il sottosegretario Durigon risponde all'interrogazione di Rotelli in commissione Lavoro alla camera

“Crisi Unopiù, tavolo al ministero del Lavoro”

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Viterbo - Il deputato Mauro Rotelli

Viterbo – Il deputato Mauro Rotelli

Walter Rizzetto

Walter Rizzetto

Claudio Durigon

Claudio Durigon

Viterbo – (g.f.) – “Crisi Unopiù, tavolo al ministero del Lavoro”.

Sono 36 i lavoratori a rischio licenziamento e stamani Mauro Rotelli ha ricevuto rassicurazioni dal sottosegretario Durigon, sull’interessamento da parte del ministero.

Il deputato FdI, insieme al collega Rizzetto, ha presentato un’interrogazione a riposta immediata, durante ill question time in commissione lavoro alla camera dei deputati. “Il sottosegretario – anticipa Rotelli – ha spiegato che se parte una richiesta tramite il prefetto, si apre il tavolo al ministero del Lavoro”.

Un segnale d’attenzione. “Il14 settembre 2018 – ha osservato Durigon nella risposta – la società ha attivato la procedura di licenziamentocollettivo per un esubero di 36 lavoratori su un organico di 131 dipendenti.Lo stabilimento e sito logistico interessato dalla procedura di licenziamento collettivo è situato a Soriano del Cimino, pertanto, la competenza territoriale a trattare l’eventuale fase istituzionale della procedura appartiene alla regione Lazio”.

Tuttavia: “Il ministero che rappresento – prosegue il sottosegretario – è disponibile, laddove fosse avanzatauna richiesta in tal senso, a partecipare a un tavolo di concertazione anche in raccordo con il ministero dello sviluppo economico, al fine di vagliare eventuali soluzioni alternative a tutela dei livelli occupazionali”.

Un segnale d’attenzione a livello governativo, che arriva dopo il tavolo in prefettura, dove è stato fatto il punto della situazione.

Nella sua interrogazione, Rotelli aveva ripercorso le difficili fasi attraversate dall’azienda: “Da un decennio, l’azienda vive nell’incertezza sua, dei lavoratori e per il futuro della società. Dopo anni caratterizzati da incontri istituzionali tra le parti sociali e dal ricorso agli ammortizzatori sociali, che dovevano servire ad una ripresa aziendale che, di fatto, non si è verificata. Inoltre, con grande sacrificio del personale dipendente coinvolto, 40 lavoratori sono stati messi in mobilità”.

A settembre, finiti gli ammortizzatori sociali, in 36 rischiano il licenziamento entro l’anno, se non prima. “La proprietà – continua Rotelli – ha dichiarato d’avere un piano industriale che non prevede più la presenza di questi dipendenti. Tuttavia, detto piano di ristrutturazione non è stato reso noto”.

Quindi la richiesta di ricorrere ad ammortizzatori sociali in deroga e l’istituzione, con un urgenza, di un tavolo di concertazione con il ministero dello Sviluppo economico. Sollecitazione cui il sottosegretario ha risposto positivamente.


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4 ottobre, 2018

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