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Viterbo - La riflessione di Stefano Signori, presidente di Confartigianato, sul mondo del lavoro

“Digitale e artigianato, quale futuro?”

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Viterbo - Il presidente di Confartigianato Stefano Signori

Il presidente di Assonautica Stefano Signori

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Negli ultimi tempi, molte sono state le opinioni su cosa presto o tardi possa attenderci nella strada di un futuro prossimo. Confartigianato, la nostra associazione, ha cercato di dare risposte attraverso il lavoro di qualità, l’artigianato artistico, il digitale 4.0.

Ma spesso la tecnologia è divenuta modello di distrazione, soprattutto in termini di sostenibilità economica. L’intelligenza artificiale, per esempio, la robotica, le nanotecnologie, la biotecnologia e le neuroscienze, se non sapute usare correttamente, potrebbero essere distruttive per il sistema lavorativo ed occupazionale del paese Italia.

Tutto ciò cambierà la natura del lavoro umano e ha già spinto moltissime voci a parlare di reddito base universale. Il timore di perdere perciò il lavoro, sia esso dipendente o autonomo, l’emergere di posti lavoro imprevedibili e soprattutto la velocissima modifica delle competenze: questi i temi principali posti, senza risposta, in ambiti associativi della Confartigianato, che è forse l’associazione che maggiormente rappresenta il lavoro tradizionale e ancor maggiormente quello di passaggio generazionale fra padre e figlio.

Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale destinata al lavoro umano portano molte persone a valutare per esteso questo fenomeno. Filosofi etici, ma anche e soprattutto persone comuni, concordano su come dietro al valore della produzione e del business ci si dimentichi troppo spesso del valore delle relazioni, del valore personale che, a dispetto delle macchine, il lavoro umano possiede e a cui non si può derogare con alcuna alternativa.

Le informazioni, gli algoritmi, aprono certamente enormi strade, sicuramente alleviano fatiche, ma non possono certamente produrre nulla di simile alla creatività imprevedibile dell’intelligenza umana.

Pensiamo a Leonardo da Vinci, a Michelangelo, a Enrico Fermi, a Guglielmo Marconi, agli artigiani della moda e del made in Italy, che contribuirono e continuano a contribuire a creare capolavori nel modo: eventus docet.

Stefano Signori
Confartigianato Imprese di Viterbo


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17 ottobre, 2018

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