Viterbo – (g.f.) – Città della Cultura 2019, il comune ci ripensa. Non sul bando. L’amministrazione Arena lo scorso agosto ha deciso di partecipare all’avviso regionale e non torna sui suoi passi, ma cambia idea sul progetto con cui proporsi.
Dalla valorizzazione del patrimonio della Famiglia Farnese, al G.r.a. Le opere viarie, però, non c’entrano, il capoluogo non avrà un grande raccordo anulare che circonda la città e non farà concorrenza alla capitale. Per gra s’intende grande raccordo dell’arte. Acronimo furbetto, ma sempre di collegamento, in qualche modo si tratta.
“Si propone – spiegano dal comune – di costruire un sistema museale urbano, pensato come un circolo virtuoso per coniugare conservazione e valorizzazione dei beni culturali”.
Finora il capoluogo in candidature simili non ha avuto molta fortuna. Magari dall’ambito nazionale a quello regionale la sorte potrebbe cambiare. Del resto: “La candidatura di Viterbo – riporta la delibera – propone un’occasione di eccezionale rilievo per promuovere in ambito nazionale e internazionale l’immagine del territorio comunale e dell’intero Lazio, esaltandone la storia, il patrimonio culturale e della produzione di ricchezza a beneficio della comunità nazionale ed internazionale”.
Vuoi vedere che attraverso il grande raccordo il comune stavolta non imbocchi la via giusta.
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