Sutri – Roberto Corzani, il funzionario del parco archeologico di Sutri raggiunto da una lettera minatoria, ha sporto denuncia e i carabinieri hanno avviato le indagini. Coordinate dalla procura, sono contro ignoti. Ma l’obiettivo degli inquirenti è quello di identificare il prima possibile l’autore della missiva, che si è celato dietro l’anonimato. Il lavoro dei militari dell’arma procede nel massimo riserbo, vista anche la delicatezza e la pericolosità del caso, ma le indagini sono serrata e ad ampio raggio.
Corzani, come ha raccontato a Tusciaweb, ha letto la lettera venerdì scorso, anche se al parco archeologico sarebbe arrivata intorno alle 12 del giorno precedente. “Prima di aprirla – ha spiegato il funzionario – l’ho sentita al tatto. Mi sono insospettito perché ho pensato a un episodio di una ventina di anni fa quando a un collega con cui lavoravo in un altro parco è arrivata una busta con un proiettile”.
Sulla busta della missiva destinata a Corzani compaiono il suo nome e cognome e l’indirizzo del parco archeologico di Sutri. In stampatello maiuscolo, sono stati scritti a penna. “La mano – evidenzia Corzani – sembra di una persona con specifiche competenze tecniche, ma è una mia supposizione”. Invece sul timbro, seppur sbiadito, si legge: “Roma Fiumicino cmp (centro di meccanizzazione postale, ndr) – 02.10.18”.
Il testo, seppur confuso e sgrammatico, è feroce. Denso di insulti, diffamazioni, insinuazioni sessuali e offese scomposte, culmina in minacce di morte rivolte al funzionario. “Ti faccio pagare tutto – scrive l’anonimo nella lettera diffusa e resa pubblica dallo staff di Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e presidente del parco archeologico -. Per te è pronto un caricatore da fucile automatico col cannocchiale per i cinghiali pieno di cartucce a pallettoni. Gli attentati che fanno quelli dell’Isis sarà uno scherzo rispetto a quello che succede a te”. Non mancano neppure i riferimenti alla moglie e ai figli di Corzani, e al luogo in cui vive. “Sono stati trovati – continua l’anonimo – almeno quattro posti su tutte le strade che puoi fare per tornare a casa e (le cartucce a pallettoni) ti saranno scaricate tutte addosso”.
Riferendosi alla minacce di morte il funzionario ha ammesso a Tusciaweb: “Inizialmente le ho sottovalutate – ammette Corzani -, ma ora ci penso costantemente. Sto comunque provando a fare la vita di tutti i giorni, cercando di tutelare le persone che mi sono vicine. Perché chi ha scritto la lettera sa tante cose sul mio conto, sa tutto della mia vita. Anche che quella sera ero all’anfiteatro…”. La sera del 17 settembre, quando con uno spettacolo pirotecnico si concludono i festeggiamenti per santa Dolcissima, patrona di Sutri. “Eri sulla terrazza dell’anfiteatro – scrive l’anonimo -. Con un fucile con un cannocchiale sei stato sotto tiro per tutto il tempo, e se non ti ho steccato è perché sarebbe venuta fuori una strage con la gente che stava dentro l’anfiteatro e scappava via per la paura”.
Riguardo all’anonimo Corzani ha detto: “Nella lettera fa intendere che sia un cacciatore, ma per me serve a deviare. Come serve a deviare anche il riferimento al fucile per i cinghiali carico con cartucce a pallettoni. Quella lettera a mio avviso ha un taglio prettamente politico, anche se io con la politica non ho più nulla a che fare. Credo sia servita per attaccare Sgarbi e i suoi collaboratori. Forse c’è chi mi vede come una persona molto vicina al sindaco, di cui il sindaco si fida”.
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