Reggio Emilia – L’ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del mondo nel 2006 Vincenzo Iaquinta è stato condannato a due anni nell’ambito di un processo per infiltrazioni di cosche della ‘Ndrangheta al Nord Italia.
Lo ha deciso questa mattina il tribunale di Reggio Emilia, che ha riconosciuto Iaquinta colpevole di reati d’armi. Il padre dell’ex calciatore, Giuseppe, ha ricevuto una condanna a 19 anni per associazione mafiosa.
Uscendo dall’aula, padre e figlio hanno contestato vivacemente la sentenza, urlando “Vergogna, ridicoli”. Fuori dai cancelli del tribunale, l’ex bomber si è sfogato: “Il nome ‘Ndrangheta non sappiamo neanche che cos’è nella nostra famiglia – ha dichiarato -. Io ho vinto un mondiale e sono orgoglioso di essere calabrese, ma non abbiamo fatto niente, noi con la ‘ndrangheta non c’entriamo niente. Sto soffrendo come un cane per la mia famiglia e i miei figli”.
Iaquinta, 39 anni, ha totalizzato 421 presenze e 127 reti tra i professionisti. Ha vestito la maglia della nazionale italiana per 40 volte, siglando 6 gol, di cui uno nella vittoriosa spedizione azzurra ai mondiali di Germania 2006, contro il Ghana. Si è ritirato nel 2013.
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