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Referendum in Romania - Al centro polivalente comunale il seggio per cittadini residenti all'estero

No ai matrimoni gay, anche Viterbo ha votato…

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Viterbo - Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo – Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo - Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo – Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo - Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo – Il seggio per il referendum rumeno al Sacrario

Viterbo – (g.f.) – No ai matrimoni gay, si vota anche a Viterbo. Il referendum che nel fine settimana ha portato alle urne gli elettori in Romania ha interessato anche il capoluogo della Tuscia.

Non i suoi residenti, ma tutti i cittadini rumeni che intendessero dire sì o no alla consultazione voluta per sostenere la famiglia tradizionale, inserendo in costituzione la norma secondo cui il matrimonio è solo tra un uomo e una donna e quindi contro le nozze gay.

Alla sede dell’unico seggio nella Tuscia, al centro sociale polivalente al Sacrario, le operazioni scorrono in modo molto tranquillo. È domenica pomeriggio. Di gente in giro non se ne vede molta e altrettanto accade per gli elettori.

La struttura è messa a disposizione dal comune, non è la prima volta che viene scelta per questo tipo d’iniziative. Non ci sono molte indicazioni. Un paio di cartelli, accanto a quelli del centro, che pubblicizzano viaggi e iniziative. Una scritta e una freccia che indica la direzione da prendere per andare al seggio elettorale numero 157.

All’ingresso un ragazzo. Risponde a qualche domanda. Poi chiama la responsabile del seggio. Per parlare con la stampa ha bisogno del tesserino. È la regola, così funziona. Non c’è molto da dire. Tutto tranquillo.

L’argomento per cui i romeni in patria e all’estero sono chiamati a esprimersi è controverso e trattandosi di un referendum, non c’è tantissima attenzione.

Per due giorni la sezione è rimasta aperta e i frequentatori abituali hanno dovuto trovare un altro posto dove incontrarsi.

Al quesito referendario, nel seggio al Sacrario potevano esprimere il proprio sì o no, tutti i cittadini romeni residenti all’estero, raccogliendo i dati personali. Non c’è ancora la possibilità di voto tramite corrispondenza.

Tramite ministero, ambasciata e ufficio elettorale, oltre che attraverso i mass media, è stato diffuso l’invito ad andare a dire la propria sul quesito. Fino alle 21 di ieri.

Sì o no, ma al referendum conta anche chi si astiene. Il 30% è la soglia minima affinché sia valido. Che non è stata raggiunta, fermandosi sopra il 20%.


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8 ottobre, 2018

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