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Viterbo - Domenico Arruzzolo e Claudio Rossetti dell'associazione Viterbo con Amore raccontano l'esperienza dell'Emporio solidale - Povertà in aumento nei quartieri Carmine e Santa Barbara

“Oltre 25 mila euro di generi alimentari distribuiti in un anno”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Domenico Arruzzolo e Claudio Rossetti

Viterbo – Domenico Arruzzolo e Claudio Rossetti

Viterbo - L'Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo – L’Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo - La zona che ospita l'Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo – La zona che ospita l’Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo - Il quartiere Carmine

Viterbo – Il quartiere Carmine

Santa Barbara

Viterbo – Il quartiere Santa Barbara

Viterbo - Domenico Arruzzolo e Claudio Rossetti

Viterbo – Domenico Arruzzolo e Claudio Rossetti

Viterbo - La Cisl dona mille euro all'Emporio solidale

Viterbo – La Cisl dona mille euro all’Emporio solidale

Viterbo - Fortunato Mannino

Viterbo – Fortunato Mannino

Viterbo - L'Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo – L’Emporio solidale di Santa Barbara

Viterbo – Una storia di povertà. La racconta il segretario provinciale Cisl Mario Malerba davanti alla sede del suo sindacato in via Giacinta Marescotti. Il segretario generale Fortunato Mannino ha da poco consegnato un assegno di mille euro all’Emporio solidale che si trova a Santa Barbara, stesso quartiere dove ha sede il sindacato. Con lui anche la segretaria Elisa Durantini. 

“Conoscevo un tizio – racconta Malerba – che teneva una cinta di cuoio appesa sul muro. L’aveva messa lì come monito e ricordo della povertà di un tempo. Quando ogni buco in più che facevi era una cosa in meno che avevi mangiato e un chilo in più che avevi perso”. Un racconto di povertà che torna utile per capire questi tempi di crisi economica.

In un solo anno di attività l’Emporio solidale, il primo in assoluto a Viterbo, “ha distribuito più di 25 mila euro di generi alimentari e aiutato 62 famiglie per un totale di 197 persone. Il 38% sono stranieri”. Lo dicono in due. Il presidente e il tesoriere dell’associazione Viterbo con Amore che nel 2017 ha partecipato e vinto un finanziamento regionale di 83 mila euro stanziati dal bando contro le povertà estreme. Domenico Arruzzolo il primo. Claudio Rossetti il secondo. Persone che fanno vita di quartiere, e si vede. Ascoltano quello che hai da dire. Rispondono alle domande. Senza stare troppo ad argomentare. Oppure lì a giustificare. Più che volontari sembrano militanti usciti dal cattolicesimo di base d’altri tempi. Il loro impegno è totale. Due volte a settimana l’Emporio e per il resto del tempo in giro a cercare viveri e donazioni per “mandare avanti – spiegano Arenzullo e Rossetti – una forma di aiuto che non sa di carità”.

Viterbo con Amore è una onlus che “nasce il 4 ottobre del 2001, cogliendo l’invito delle Nazioni Unite – si legge sul sito internet dell’associazione di volontariato – a sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori della solidarietà, in concomitanza con l’anno internazionale del volontariato. Tre Associazioni del territorio viterbese il Gavac (Gruppo assistenti volontari animatori carcerari), il Cav (Centro aiuto alla vita) e il Ceis San Crispino, in collaborazione con Il Messaggero, unirono le loro forze, in un clima di condivisione. Nel corso degli anni sono stati realizzati molteplici progetti a favore di varie associazioni di volontariato del territorio, grazie principalmente alla raccolta di fondi attraverso la lotteria della solidarietà organizzata e promossa ogni anno e ad altre manifestazioni quali concerti, convegni scientifici, eventi di piazza. Di anno in anno sono stati, altresì, finalizzati progetti di carattere internazionale a favore di realtà associative dell’Africa, dell’Asia e del Sudamerica”.

Quali sono i quartieri viterbesi dove la povertà si fa più sentire? “Carmine e Santa Barbara”, rispondono Arruzzolo e Rossetti. “Il grosso delle persone che si rivolgono a noi vengono da queste realtà”. Due realtà urbane ai poli estremi di Viterbo. Il Carmine a sud, Santa Barbara a nord. Il primo operaio e impiegatizio, cresciuto a ridosso del quartiere medievale e popolare di Pianoscarano e alla fabbrica di farine del mulino Profili. Il secondo residenziale. Dodici mila abitanti in una città che ne conta 66, investito in pieno dall’espansione edilizia degli ultimi decenni, è diventata anch’essa una zona periferica con contraddizioni e dinamiche sociali sempre più simili a quelle di un’area metropolitana piuttosto che a quelle di un piccolo centro di provincia.  

“Un quartiere dormitorio – ha detto Fortunato Mannino della Cisl prima di consegnare l’assegno da mille euro – dove manca tutto. Con questa piccola donazione vogliamo far capire al quartiere che il sindacato è a sua disposizione”.  

Italiani e stranieri. “Gli italiani – commentano Arruzzolo e Rossetti – escono spesso da situazioni complesse. Separazioni, ragazze madri, licenziamenti, chiusure di negozi. Gli stranieri sono invece in prevalenza rifugiati e richiedenti asilo”.

Oltre all’Emporio, sul territorio del Carmine e Santa Barbara è attiva anche la Caritas diocesana. Lo scorso anno il centro di distribuzione indumenti e alimenti dell’organizzazione cattolica che ha sede in via San Lorenzo e strutture a piazza Dante e Porta San Leonardo, ha dato aiuto a 256 famiglie, 594 persone in tutto, distribuendo 636 pacchi. La mensa Caritas don Alceste Grandori ha accolto invece 359 persone per un totale di 20.925 pasti e una media di 57 pasti al giorno. Al dormitorio tenda di Porta San Leonardo hanno poi trovato ospitalità 213 persone, 136 stranieri e 77 italiani. Il centro di ascolto ha accolto infine 713 persone, 253 italiani e 460 stranieri, 398 maschi e 315 femmine. I colloqui effettuati sono stati 3140.

“L’Emporio di Santa Barbara – spiegano Arruzzolo e Rossetti – si rivolge a tutto il comune di Viterbo. Le segnalazioni arrivano dalla Caritas, dai servizi sociali del comune, dalla Croce rossa e dalle parrocchie del Carmine, con don Luca, Pilastro, don Flavio, e Santa Barbara, don Claudio. Poi, accertate le situazioni individuali tramite Isee e altri parametri, consegnamo una social card con all’interno dei punti. Il titolare della social card va poi all’Emporio e ‘acquista’, tra virgolette, i prodotti secondo un prezzo espresso in punti. La titolarità della carta può durare 6 mesi rinnovabili per altri sei. Un anno al massimo, poi subentrano altre famiglie. Si tratta infatti di uno strumento che serve ad aiutare le famiglie in un momento di difficoltà. Un aiuto per risollevarsi e riprendere a camminare con le proprie gambe”.

L’Emporio si trova di fronte alla chiesa del quartiere, lungo via Porsenna, ed è aperto due volte a settimana. Il martedì mattina e il giovedì pomeriggio. Grazie al lavoro di 28 volontari. Presidente e tesoriere inclusi. “Abbiamo iniziato un anno fa – proseguono Arruzzolo e Rossetti – con gli 83 mila euro della Regione e un contributo di 10 mila euro da parte del Comune che ci ha anche messo a disposizione i locali che utilizziamo. Con i soldi c’abbiamo allestito le sale e comprato le derrate alimentari. Per mandare avanti il centro, tra spese per le bollette e acquisti, servono 60 mila euro l’anno”. In un contesto di “povertà dilagante, dove occorre intervenire con urgenza. Il prossimo anno speriamo infatti di poter aiutare almeno 100 famiglie”.

E adesso che i fondi sono finiti? “Andiamo in giro a cercare aiuti e donazioni – rispondono presidente e tesoriere -. Ad esempio, ogni mese facciamo una colletta alimentare. Ci mettiamo fuori dai supermercati e chiediamo cibo alla gente che esce. Con le ultime 4 collette abbiamo raccolto 2 tonnellate di generi alimentari”.

Daniele Camilli


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18 ottobre, 2018

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