Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Anche quest’anno la rassegna Pagine a colori, giunta ormai alla 13esima edizione, ha proposto un incontro per scoprire i mondi della diversità: attraverso la lettura è possibile esplorare mondi, come fa Lucia nell’albo illustrato di Roger Olmos, ospite d’eccezione negli appuntamenti del primo weekend del festival.
Domenica 28 Roger ha dedicato un incontro ai bambini, spingendoli a un divertito sforzo d’immaginazione ragionando su come potrebbero disegnare delle cose se non potessero vederle. Empatia e coinvolgimento si sono, di nuovo, dimostrate le chiavi per accendere il motore dell’immaginazione dei bambini, tuffatisi tra matite e colori a realizzare i loro disegni.
“Noi vediamo, ma facciamo fatica a sentire”, ha spiegato Roger in un italiano ottimo per lui che è catalano. “Chi non ha gli occhi come Lucia – ha detto in uno dei pasaggi più sentiti del suo intervento – non si stanca della troppa velocità dei social: sente il profumo del pane fresco, il canto dei gabbiani. Chi non ha gli occhi non soffre il pregiudizi.”
Lunedì 29 ottobre, poi, è stata la volta della onlus Cbm, un’organizzazione umanitaria internazionale, la cui mission è prevenire e curare la cecità in Africa, Asia, America meridionale. Presenti le ambasciatrici Cbm Valentina Simioli e Anita Fiaschetti.
“La nostra organizzazione – hanno dichiarato – non opera in Italia, ma nei paesi più poveri: bambini che non vedono, non camminano o non sentono vengono emarginati dalla società. In questi luoghi, donare la vista a un bambino è donare non solo la luce, ma la vita. Nei paesi del Terzo mondo la maggior parte dei bambini che nasce cieca muore entro il primo anno di vita: non che la cecità porti alla morte, ma un bambino cieco non riesce a proteggersi dai pericoli, non può andare a scuola, non può pensare di avere un’esistenza. In Italia Cbm lavora per sensibilizzare e far conoscere il proprio impegno, anche con progetti nelle scuole: oltre due milioni e mezzo di persone cieche aiutate nel 2017 operando in 24 paesi del Sud del mondo. In Etiopia contro il glaucoma, prima causa di cecità, in Sudan, in Uganda, in Ruanda. Raggiungiamo le aree rurali e portiamo la speranza”.
Commovente il breve video proiettato nella sala degli Agostiniani: la storia di François, un bambino affetto da cataratta bilaterale, in un villaggio a 100 km da Kigali; Xavier e tanti altri che, con una semplice operazione, hanno riacquistato il sorriso.
In serata, poi, al cinema Etrusco di Tarquinia la proiezione di “Un albero indiano”, film documentario di Silvio Soldini, in cui la voce narrante è quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, ambasciatore di Cbm Italia, che avvia un corso di lavorazione della creta alla Bethany school, una scuola inclusiva sostenuta da Cbm dove i bambini con disabilità studiano in classi miste, insieme a bambini senza disabilità.
Felice, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione tutta sua con i bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta.
Pagine a colori
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