Viterbo – “Vogliono colpire mio figlio con delle cazzate atroci”. Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, racconta a Tusciaweb perché ha scritto il post che ha intitolato “Ho allevato un mostro”. Ma parla anche del governo M5s – Lega: “Cercheranno d’affondarlo in tutti i modi”. La situazione economica, il reddito di cittadinanza e poi i giornalisti. Il suo bersaglio: “Persone false, ignoranti e leccaculo”.
Cosa l’ha spinta a scrivere il post su suo figlio e intitolarlo “Ho allevato un mostro”?
“Lei però fa il giornalista di mestiere, si informi – esordisce Vittorio Di Battista – su Repubblica è uscito un articolo in cui si mette sull’avviso i cosiddetti compagni centroamericani sulla presenza di Alessandro. È per questo”.
Ha usato parole abbastanza forti.
“Le mie? Si riferisce all’intelligenza di Renzi? È un elogio. O forse la boccuccia di rosa di Gasparri? Non fate gli ipocriti, ragazzi. Siete tutti grandi e vaccinati”.
Perché pensa che ancora oggi se la prendano con suo figlio?
“Beh, è evidente. Lo scopo è solo quello di denigrare. Si ricorda cosa aveva scritto la giornalista Laura Cesaretti quando è nato mio nipote? Una cosa non vergognosa, di più (in un tweet la giornalista del Giornale aveva parlato di orrore genetico ndr)”. Però mi dica qualche altra cosa…”.
Suo figlio in questo momento, però, gira il mondo, sta facendo qualcosa che in qualche modo è sempre politica, ma che con le vicende di casa nostra poco c’entrano, non le pare?
“Ma infatti. Però fino a prova contraria è un uomo di punta di quell’ambiente e di conseguenza cercano di colpire l’uomo di punta. Con delle cazzate atroci. Nessuno ad esempio, si è preso la briga di andare a seguire Renzi che pare fatto conferenze in Cina. Mi auguro che non le abbia fatte in cinese”.
Non so se l’ex premier conosca il cinese.
“Come no? Certo che lo conosce. È un noto mandarino, un poliglotta mandarino. Però mi dica qualche altra cosa…”.
Si è dato una spiegazione del perché il governo guidato da 5 stelle e Lega stia ricevendo così tante critiche, soprattutto dopo l’annuncio della manovra economica?
“È una speculazione da parte degli ambienti più reazionari, più schifosamente servi degli usurai del mondo, costituito dai burocrati di Bruxelles. Ho scritto un altro post intitolato equazione alcolica, perché noi dipendiamo da quell’ubriacone di Juncker. Ha più scheletri lui nell’armadio di Berlusconi e tutto il suo entourage. Comunque, è chiaro che questo governo mette paura a tutti quelli che hanno mangiato, rubato e si sono approfittati di 70 anni di vita democratica e cercheranno in tutti i modi di affondarlo. Però a questo punto, se devo andare avanti pretendo un congruo compenso…”.
In che senso?
“Ma voi i rubli a Tusciaweb non ce li avete (Di battista si mette a ridere) quindi non mi potete pagare”.
Mi sa di no, in ogni caso un compenso non sarebbe opportuno, in qualsiasi valuta.
“Lei ha avuto culo, è riuscito a farmi parlare. Da qualche mese non parlo più con i giornalisti”.
Perché?
“Perché mi sono rotto i coglioni di frequentare anche indirettamente l’ambiente giornalistico. È una mia scelta. Non c’entra niente mio figlio, Di Maio, Beppe Grillo o Davide Casaleggio. Lei fa parte, sicuramente non come persona, di una categoria, quella dei giornalisti, di merda. Oggi Laura Cesaretti, che dovrebbe solo vergognarsi, ha parlato male di Casalino. Lui non è un personaggio tra i miei preferiti a livello storico, diciamo. Ma tutti a rompergli il cazzo per una stupidaggine. Uno sfogo normalissimo. Comunque sia, secondo me siete messi male. Cercate di lavarvi la coscienza. Questo dipende da voi e dal vostro desiderio di vivere in pace con la vostra coscienza. Ecco perché non parlo più con i giornalisti. Semplicemente, mi sono rotto i coglioni di parlare con persone false, ignoranti, leccaculo, perché leccano il culo comunque”.
Pesante come giudizio e comunque fa di tutta l’erba un fascio.
“Beh si, faccio di tutta l’erba un fascio, viste le mie origini, faccio di tutta l’erba un fascio”.
Questa era buona come battuta…
“(Di Battista sorride divertito). Lei lo prende uno stipendio normale, ci campa con questo mestiere”.
Certo, è un lavoro..
“Lei campa col suo lavoro e di questo me ne compiaccio. Spero che le cose possano andare meglio per quei milioni di italiani che non campano con il loro lavoro”.
Oggi gli italiani a cui lei si riferisce possono stare tranquilli, con i provvedimenti annunciati dal governo?
“Me lo auguro. Io credo molto nel reddito di cittadinanza. Ci credo. Certamente con paletti e obblighi. Oggi mi è venuto a trovare un ex dipendente di una ceramica a Civita Castellana. Ho una piccola azienda a Fabrica di Roma. È il figlio di un mio amico di vecchia data, come accade nei paesi, quando si diventa amici alla nascita e l’amicizia finisce solo quando si muore. Ebbene, è venuto da me a piangere, mi ha detto che non riesce a campare, non ha un posto, ha 46 anni, un figlio e mi ha chiesto un lavoro. Mi ha detto testualmente: fammi lavorare, ti sto qui otto ore al giorno e dammi 500 euro al mese in nero. Questo è il paese in cui ci troviamo. Dove sta il capitalismo illuminato che più l’imprenditore guadagna e più si produce benessere? Viviamo in un mondo di merda, Ferlicca, hanno vinto loro”.
Chi ha vinto, loro chi?
“Quelli che si erano scagliati contro le potenze. Adesso andiamo ben oltre l’attualità: i regimi autarchici e anche dittatoriali e autoritari, comunque nel loro intendimento c’era di subordinare l’economia agli interessi della politica. Invece hanno vinto gli economisti contro i politici”.
Quindi?
“Quindi ce la prendiamo nel culo. Io la mia vita l’ho fatta, lei si faccia la sua e io domani mi leggo questa chiacchierata su Tusciaweb?”.
Beh, certo, sempre perché questo è il mio lavoro…
“Non scriva cazzate – dice divertito Vittorio Di Battista – perché io non faccio come Rocco Casalino, non le mando il messaggino vocale, io la vengo a cercare sotto casa…”.
Mi devo preoccupare?
“Sì (e scoppia a ridere) sicuramente. Buon lavoro e ci vediamo domattina attraverso Tusciaweb”.
Giuseppe Ferlicca
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