Porto San Giorgio – Non c’è pace per Romano Fenati.
Il motociclista finito nell’occhio del ciclone lo scorso settembre, quando tirò la leva del freno anteriore in pieno rettilineo al rivale Stefano Manzi durante il gran premio di Misano della Moto2, è stato protagonista venerdì sera di un diverbio con una pattuglia della polizia stradale, che l’aveva fermato in autostrada.
Secondo la ricostruzione di Sky sport, Fenati avrebbe superato la macchina della polizia lungo la A14 a gran velocità all’altezza di Porto San Giorgio e, dopo essere stato inseguito e raggiunto dagli agenti, avrebbe iniziato a inveire, ricevendo una multa per eccesso di velocità e una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
Il pilota, però, ha raccontato che stava correndo in ospedale per assistere il nonno, ricoverato in fin di vita all’ospedale di Ancona per delle complicazioni dopo un intervento chirurgico.
“Mio nonno è una delle persone più importanti della mia vita – ha spiegato Fenati -. In autostrada la polizia mi ha fermato per eccesso di velocità, ma non andavo a una velocità folle. Ho chiesto di fare subito il verbale per ripartire, ma il trattamento che mi è stato riservato, da uno dei due, perché ero Romano Fenati, è stato allucinante. Sono rimasto invischiato in una discussione accesa e per me irreale”.
L’importo della multa, 80 euro, fa effettivamente immaginare un eccesso di velocità abbastanza ridotto. “Sono stato troppo a lungo nell’occhio del ciclone per non essere considerato un’occasione di comunicazione per chiunque – ha commentato Fenati -. Dovrei cercare di essere praticamente invisibile, senza mai prestare il fianco a nessuno. Sembra quasi facile, vero?”.
Dopo il gesto folle di Misano, Fenati era stato radiato dalla Federazione motociclistica italiana e licenziato dal suo team, che però, proprio lunedì scorso, aveva annunciato la sua riammissione in squadra per il 2019, nella classe Moto3.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY