Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cultura - Sabato 17 novembre un autobus con 50 cittadini a bordo è partito per recarsi a Roma in alcuni importanti luoghi

L’Anpi di Orte sui luoghi della Memoria di Roma

Condividi la notizia:

Roma - Le pietre d'inciampo dedicate alla memoria di Giacomo Terracina, Enrica Di Segni, Virginia Terracina

Roma – Le pietre d’inciampo dedicate alla memoria di Giacomo Terracina, Enrica Di Segni, Virginia Terracina

Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 17 novembre un autobus con 50 cittadini a bordo è partito da Orte per recarsi a Roma in alcuni importanti luoghi della memoria.

Aladino Lombardi, segretario nazionale dell’Anfim (Associazione nazionale famiglie italiane dei martiri), attendeva i visitatori davanti al Sacrario delle Fosse Ardeatine, dove, il 24 marzo del ’44, 335 antifascisti – militari, oppositori politici, civili, religiosi – furono barbaramente trucidati dai nazifascisti.

Questa fu la risposta scellerata a un atto di guerra, avvenuto il giorno prima a via Rasella contro l’occupazione di Roma: 10 italiani dovevano morire per ogni tedesco ucciso.

Nel seguire le parole commosse e commoventi di Lombardi, ci si è resi conto che una cosa è ricordare le Fosse Ardeatine, ben altra cosa è trovarsi nel luogo di quell’eccidio, avvenuto “soltanto” 74 anni fa. Tra le 335 vittime di quel massacro c’era Tito Bernardini, che a Orte era nato e cui l’Anpi aveva deciso, alla sua costituzione nel 2015, di dedicare la sezione locale.

Nel pomeriggio la carovana si è spostata al Portico d’Ottavia (Ghetto ebraico), rastrellato dai nazifascisti il 16 ottobre del 1943: oltre mille persone (di cui 200 bambini) furono deportate nei lager: di queste, solo 16 fecero ritorno. L’ultimo sopravvissuto era Lello Di Segni, scomparso appena tre settimane fa.

In quel quartiere, una pietra di inciampo, una delle tante disseminate in memoria nel quartiere rastrellato, ricorda ad esempio che Virginia Terracini, nata nel 1943, fu arrestata il 16 ottobre dello stesso anno (al massimo poteva avere dieci mesi) e deportata in un lager.

Si è trattato di una delle tante iniziative che l’Anpi di Orte dedica frequentemente alla Memoria del proprio Paese, in un periodo buio e confuso come quello odierno.

Sembra che da certe efferatezze siano passate migliaia di anni, eppure ci sono ancora testimoni a ricordare: essi ci dicono con forza che non è possibile abbassare la guardia; dimenticare fa correre il rischio che tutto si ripeta.

Ci viene da chiederci: forse basterebbe un giorno al mese di lezione in quei luoghi per “vaccinare” gli studenti di oggi; per far capire quale bene prezioso sia la democrazia; per combattere fenomeni come populismo, fanatici nazionalismi, bullismo, e soprattutto il negazionismo.

Massimo Recchioni
Presidente Associazione nazionale partigiani d’Italia d’Orte


Condividi la notizia:
17 novembre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/