Viterbo – (g.f) – 28 multe prese in un mese alla ztl, il comune non molla. Una sentenza del giudice di pace ha condannato l’amministrazione a risarcire l’automobilista per 842 euro. Palazzo dei Priori ha versato la somma e subito dopo ha fatto ricorso. Il calvario per Emanuela continua.
“L’avvocato mi ha fatto sapere – spiega Emanuela – che il comune è ricorso in appello, ho l’udienza ad aprile. Nonostante io abbia vinto, sono andati avanti”.
In un mese si era vista recapitare sedici multe. Il resto le aveva prese il suo compagno. Ritenendole ingiuste, ha deciso di far valere le proprie ragioni davanti al giudice di pace. Vincendo per per 15 su 16. Sulla rimanente doveva decidere il prefetto.
Tutto risale a quando è stata istituita la ztl di via San Lorenzo, ai cui varchi centinaia di automobilisti sono passati e multati. Nello stesso giorno Emanuela di contravvenzioni se ne è vista recapitare anche due o tre, al varco di via Chigi, vivendo in centro.
Il suo compagno dovrà ancora aspettare, dal momento che le udienze per i suoi ricorsi hanno subito slittamenti.
Per Emanuela il giudice aveva stabilito che c’era stata scarsa informazione, dandole ragione. Ma Arena come il suo predecessore Michelini, non ha voluto sentire ragioni. E nemmeno Emanuela: “Io non mi fermo qui – osserva Emanuela – sono combattiva e non accetto questa situazione”. Essendo residente in centro, ogni giorno ha attraversato i varchi, ma stando alla sentenza, nessuno le ha comunicato in modo adeguato che la zona a traffico limitato era stata rimodulata e di conseguenza, dove vive lei non rientrava più in quella per cui aveva possibilità d’accesso da via Chigi.
“Solo quando mi sono arrivate le multe – ricorda Emanuela – ho capito di non essere autorizzata”.
All’avvio della ztl, furono diversi i reclami, non solo legati alla comunicazione, ma pure al posizionamento del varco a via Chigi, troppo alto e dei cartelli. Poi sistemati. Chiara Frontini (Viterbo 2020) ne aveva fatto una sua battaglia, offrendo anche patrocinio per i ricorsi.
Perché le multe nel frattempo era partite. E a quanto pare, non basta nemmeno il parere di un giudice a far tornare sui propri passi l’amministrazione. In questo caso, dal centrosinistra al centrodestra, il semaforo sempre rosso rimane.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY