Viterbo – L’avvocato Carlo Mezzetti ne è sicuro: “Il decreto Salvini colpisce l’integrazione dei migranti. Altro che sicurezza…”.
Il legale del foro di Viterbo ieri, Giornata internazionale per i diritti dei migranti, è intervenuto al dibattito “Il decreto Salvini, tra insicurezza e precarietà”. La discussione, organizzata dalla Usb, aveva l’obiettivo di “valutare le reali ricadute della legge sulla vita quotidiana delle persone: migranti e italiane”.
L’avvocato Mezzetti ha spiegato cos’è il decreto immigrazione e sicurezza, entrato in vigore lo scorso 5 ottobre e poi convertito con la legge 132 del 2018. “È nato come un decreto legge – sottolinea il legale -, quindi come un’urgenza. Il dl infatti non attendono l’iter parlamentare. I contenuti del decreto Salvini sono estremamente eterogenei: vanno dalla protezione internazionale e dall’immigrazione alla sicurezza pubblica, fino ad arrivare alla criminalità organizzata, in particolare si sofferma sull’amministrazione e sulla destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie”.
Il dibattito si è però concentrato prevalentemente sulla protezione internazionale e l’immigrazione. “Il decreto Salvini – dice l’avvocato Mezzetti – avrà un’importante ricaduta sull’accoglienza dei migranti. Sempre di più rimarranno in mezzo alla strada perché non potranno più entrare negli Sprar, dove i richiedenti asilo per protezione umanitaria avrebbero dovuto concludere il percorso di integrazione. E far rimanere per strada anche i nuclei familiari, non può che creare pure problemi di ordine pubblico. L’obiettivo di questo decreto è colpire l’integrazione, altro che sicurezza…”.
In occasione della Giornata internazionale dei diritti dei migranti, l’Ansa ha riportato i dati di un rapporto che ha stimato che nei prossimi due anni 120mila persone circa sono destinate a scivolare nell’irregolarità. Tra permessi per motivi umanitari non rilasciati o non rinnovati e pratiche arretrate che saranno esaminate dalle commissioni territoriali secondo le nuove disposizioni di legge.
“Salvini – evidenzia l’avvocato Mezzetti – ha abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito dai ‘casi speciali’. Fino ad oggi questo permesso era un canale di passaggio verso quello di tipo economico. Il ministro dell’Interno, eliminandolo, impedisce l’integrazione in Italia e ostacola l’accesso al lavoro regolare degli immigrati. Il risultato? Più reati, più prostituzione, più lavoro nero. Oltre a ulteriori condizioni di disagio per gli stranieri ma anche per gli italiani”.
Con il decreto sicurezza raddoppiano anche i tempi. “Sia per le pratiche di cittadinanza, che per le espulsioni – conclude l’avvocato Mezzetti -. In quest’ultimo caso si passa da 90 a 180 giorni. Ma questi irregolari dove verranno mandati? L’Italia, per quanto riguarda i rimpatri, ha stipulato accordi solo con la Tunisia…”.
Al dibattito, a cui erano presenti pure Paola Celletti (Lavoro e beni comuni), Massimo Erbetti (M5s) e Franco Marinelli (Solidarietà cittadina), sono intervenuti anche i rappresentati sindacali dell’Usb.
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