Tarquinia – “Museo e necropoli senza biglietteria, bookshop e caffetteria. Un grave danno d’immagine”. Le parole sono quelle delle dieci dipendenti tarquiniesi di Etruria Musei, che dal 26 novembre sono senza lavoro. Da quando è scaduto l’appalto alla società e sono stati portati via sedie, tavolini, banconi e la merce dal polo museale etrusco, fiore all’occhiello del patrimonio artistico della città tirrenica.
“Siamo in attesa di conoscere il nostro futuro – proseguono –. In queste settimane ci sono state date ampie rassicurazioni dalla stessa soprintendenza. Anche nell’incontro con il ministro Gian Marco Centinaio, alla fine di novembre, ci è stato confermato che la situazione si sarebbe risolta entro la prossima primavera, con la nostra riassunzione. Ci sarebbe solo d’aspettare i normali tempi tecnici per la pubblicazione del nuovo bando“.
Il loro non è un atto di accusa contro qualcuno o qualcosa. Solo la constatazione di un disservizio che mal si concilia con uno dei più importanti poli etruschi in Italia e nel mondo, che vanta capolavori come le tombe dipinte, i Cavalli alati e il gruppo scultoreo del dio Mitra.
“I turisti che visitano il museo e la necropoli non possono più rivolgersi al bookshop, fare degli acquisti con il Pos, avere le audioguide, prendere qualcosa alla caffetteria, chiedere delle informazioni sulla città – proseguono –. Un grave danno all’immagine di Tarquinia, che dovrebbe fare del turismo uno dei volani della sua economia. Un problema che rende più gravoso il compito dei custodi“.
La preoccupazione di perdere il lavoro si mischia alla speranza di ritornare a fare quello che si è sempre amato. “Vogliamo di nuovo offrire un’accoglienza adeguata per un sito riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità – concludono -. E vogliamo tornare a sentirci vive, facendo con passione un lavoro che ci gratifica”.
Daniele Aiello Belardinelli
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