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Ambiente - Provengono in maggioranza dal settore edile - Nella Tuscia una sola discarica e numerose attività di recupero

Rifiuti speciali, nel Lazio 9 milioni di tonnellate

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Una discarica

Una discarica

Ispra - Discariche rifiuti speciali nel Lazio - Clicca per ingrandire

Ispra – Discariche di rifiuti speciali nel Lazio – Clicca per ingrandire

Viterbo – 9 milioni e 200mila tonnellate. A tanto ammonta il complesso dei rifiuti speciali censiti in un anno nel Lazio.

L’edizione 2018 del rapporto sui rifiuti speciali dell’Ispra fotografa la situazione italiana con dati risalenti al 2016, elaborando anche focus relativi alle singole regioni e province.

Nel Lazio la maggior parte dei rifiuti speciali prodotti proviene dai settori dell’edilizia e del recupero delle acque reflue, che rispettivamente valgono 3 milioni e 800mila e 2milioni e 600mila tonnellate. La restante fetta della torta si suddivide in ben 97 ulteriori attività.

Discorso parzialmente diverso per la sottocategoria dei rifiuti speciali pericolosi, cioè quelli che contengono grandi quantità di sostanze inquinanti. Su un totale di 518mila tonnellate prodotte, la parte del leone la fa ancora il recupero delle acque reflue (153mila tonnellate), ma a breve distanza c’è il settore delle officine di riparazione auto e moto (134mila).

Oltre al conteggio delle produzioni, il rapporto dell’Ispra affronta anche il tema dello smaltimento e recupero dei rifiuti, entrando nello specifico del tonnellaggio suddiviso per provincia.

Nella Tuscia l’unica discarica censita per i rifiuti speciali è quella di Civita Castellana. Il suo volume totale è di 193mila tonnellate e nel 2016 ne ha smaltite poco più di 61mila. In tutto il Lazio gli impianti di questo genere sono 19, di cui uno solo, a Roma, riservato ai rifiuti pericolosi.

Per quanto riguarda le attività di recupero, in provincia di Viterbo vengono gestite quasi 216mila tonnellate di rifiuti speciali in 34 diversi impianti. Per “gestione” s’intende il recupero di materia, l’autodemolizione o rottamazione di veicoli e il trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

120mila sono le tonnellate recuperate in processi produttivi, 86mila quelle impiegate in ripristini ambientali, opere edilizie o coperture di discariche e 9mila sono, invece, utilizzate per la produzione di energia. Una piccola quota, 317 tonnellate, è anche impiegata in impianti di compostaggio.

Gli impianti di trattamento fisico-chimico e biologico della provincia sono tre e in totale nel 2016 hanno trattato oltre 96mila tonnellate, di cui 25mila di natura pericolosa.

Alessandro Castellani

 


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9 dicembre, 2018

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