Milano – (s.c.) – Si è conclusa ieri, mercoledì 5 dicembre, a Milano la tornata di tre giorni di lavori che da lunedì scorso vede riuniti circa duemila delegati sindacali provenienti da tutta Italia in occasione dei festeggiamenti per i 70 anni di vita della Fabi e per lo svolgimento del 124° Consiglio nazionale di questa organizzazione.
I lavori sono terminati, in tarda mattinata, con la mozione conclusiva del 124° Consiglio Nazionale e con le approvazioni dei diversi ordini del giorno.
Nell’enorme sala riunioni del Crowne Plaza Linate di San Donato Milanese, la Fabi, il sindacato più rappresentativo dei bancari, si è confrontata sulla difesa dell’area contrattuale, sul recupero salariale e sul rilancio dell’occupazione in vista del rinnovo del contratto nazionale di lavoro che scadrà a fine dicembre. Molto partecipata la replica finale del segretario generale.
“Saremo sempre contrari al salario a due velocità”, ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante il “faccia a faccia” con Salvatore Poloni, presidente del Casl Abi.
Voci di corridoio dei banchieri ipotizzano una parte di salario fisso e una parte legato ai risultati commerciali raggiunti.
Anche le pressioni commerciali al centro dei dibattiti e degli interventi dei numerosi presenti: “Molte banche disattendono l’accordo che abbiamo firmato in Abi a febbraio 2017 – ha sottolineato Sileoni aggiungendo che – il 12 dicembre è previsto un incontro in Abi, mi auguro che ci venga data una risposta chiara: deve cessare la pressione sui dipendenti per vendere prodotti finanziari rischiosi”.
Nel corso dei lavori si è discusso anche di giovani. “Il fondo per la nuova occupazione ci ha permesso di assumere a tempo indeterminato 20.000 giovani – ha concluso Sileoni – ma, come abbiamo già dichiarato, ora è il momento di recuperare il gap salariale d’ingresso.
Nuove assunzioni stabili ci sono, ma non si può lasciare indietro chi rappresenterà il futuro. Le banche sono tornate a fare utili, i lavoratori hanno già pagato, ora è tempo di recuperare la redditività”.
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