Montefiascone – “Sindaco, non accettiamo le sue critiche”. I consiglieri d’opposizione Rosita Cicoria (M5S), Augusto Bracoloni, Angelo Merlo (Lega), Luciano Cimarello, Giulia Moscetti e Giulia De Santis (La città nuova), rispediscono al mittente, le critiche nei loro confronti espresse da Massimo Paolini durante il consiglio comunale di giovedì.
Infatti tutta l’opposizione non ha partecipato all’assise criticando le modalità di convocazione del consiglio comunale restringendo ai minimi termini il tempo a disposizione per lo studio dei documenti dei punti all’ordine del giorno.
“Giovedì nell’aula consiliare – spiegano dalle fila dalla minoranza – era convocato un consiglio comunale a cui l’opposizione non ha preso parte. Non accettiamo che il sindaco sostenga che ce ne siamo lavati le mani e abbiamo abbandonato l’aula consiliare per non discutere dei problemi di cittadini che vogliono investire sul territorio. Ha dichiarato oltretutto che è la seconda volta che succede facendo riferimento a un precedente consiglio in cui dovevano essere discussi dei Pua. Ma forse il sindaco si è dimenticato che i primi quattro consiglieri a uscire dall’aula quel giorno, furono proprio quelli della sua squadra e come opposizione non eravamo e non siamo disposti a fare da stampella alla maggioranza, i cui consiglieri hanno dimostrato di lavarsene le mani e, nonostante i Pua da votare, sono usciti dall’aula per impegni personali”.
I consiglieri d’opposizione Bracoloni, Cicoria, Cimarello, De Santis, Moscetti e Merlo spiegano le motivazione per cui non si sono presentati in consiglio.
“Giovedì non abbiamo preso parte al consiglio comunale – aggiungono – in quanto la convocazione dello stesso poteva essere ritenuta valida nel rispetto dei termini dei tre giorni antecedenti la seduta ma non si è tenuto conto che quelli liberi e interi a disposizione dei consiglieri per lo studio dei documenti oggetto del consiglio, erano solo due mezze giornate effettive ovvero il 22 e il 24 dicembre e che la documentazione nei due giorni precedenti l’adunanza, non è stata consultabile in quanto festivi come recita il regolamento. Visto che, come ha ribadito il sindaco, all’ordine del giorno si doveva discutere un punto molto importante per i cittadini che investono sul territorio, poteva considerare tale importanza e metterci nella condizione di valutare attentamente la situazione e l’interesse pubblico tanto decantato, invece di convocare un consiglio il 27 dicembre preceduto da due festività”.
Dalle fila della minoranza contrattaccano le dichiarazioni di Massimo Paolini.
“Tutelare l’interesse pubblico – continuano i consiglieri di M5S, Lega e La città nuova – significa andare in consiglio con la certezza che il voto espresso sia davvero per il paese e per i cittadini. Viene da domandarsi: come mai tutta questa trasparenza per il sociale è stata usata solo oggi? Come mai per discutere situazioni riguardanti asilo nido e Villa Serena che, a nostro avviso, rappresentano il sociale per eccellenza, l’opposizione ha dovuto chiedere la convocazione di un consiglio ad hoc in cui, tra l’altro, i paladini della maggioranza non hanno tenuto conto nemmeno delle richieste dei cittadini nonché lavoratori nelle stesse strutture e genitori dei bambini che frequentano il nido, anzi, è inutile che il sindaco continua a lanciare queste accuse verso l’opposizione per lavarsi la coscienza e si nasconde dietro un dito, perché ormai il re è nudo”.
Michele Mari
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