Viterbo – (p.p.) – Nuova emozionante tappa di viaggio al teatro Caffeina: per il secondo appuntamento della stagione di spettacoli il 29 dicembre alle 21 va in scena La gente di Cerami interpretato da Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo per la regia di Norma Martelli e musiche di Nicola Piovani.
Tutto è pronto perché il sipario torni ad alzarsi.
“Lo spettacolo – spiega Wertmuller – è una passeggiatina in un mondo evocato dalla penna di Vincenzo Cerami attraverso delle figure, che sono anche protagoniste, e dei racconti strappati dalle pagine letterarie del libro dell’autore dalla figlia Aisha insieme alla nostra regista Norma Martelli, e musicati da Nicola Piovani. Lo rappresentiamo in scena con Anna Ferruzzo e i musicisti Sergio Colicchio e Alessio Mancini.
Wertmuller spiega che “la difficoltà maggiore è stata quella di rendere un mondo letterario. Perché Vincenzo, quando è stato chiamato per scrivere per il cinema ha addirittura vinto l’Oscar; quando lo ha fatto per il teatro, io ho avuto il piacere di rappresentare, per esempio, “La casa al mare”, che è stato un grande successo che aveva tutte le coordinate di un evento teatrale. Stavolta, si è cercato di dare costruzione teatrale a un evento che invece è nato in ambito letterario. Le esperienze che abbiamo avuto, e l’ultima è quella di Catania, ci hanno confortato a pensare che ci siamo riusciti e che questa idea una funzionalità teatrale ce l’ha avuta. Non era né facile né scontato”.
Ma di quale mondo si parla? “Quello di Vincenzo che è l’etica del grigio e del quotidiano, dei personaggi piccoli che compongono la vita piccola quotidiana. Si racconta infatti di un uomo che, a forza di stare appiccicato al miscroscopio a studiare i microrgansmi dimentica la sua vita privata; oppure di una povera donna che a forza di cercare compagnia poi si ritrova da sola. E ancora di un uomo che si lascia morire di dieta per piacere a una donna che invece non è niente, piccola, grassottella e banale. Ognuno non solo è gabbia di sé stesso, ma anche vittima di un certo percorso. Tutto questo però condito con l’ironia di Cerami, perché, nello spettacolo, si ride anche molto”.
Lo spettatore si ritrova ad affrontare una passeggiata in questo mondo e qualcuno, per Wertmuller, “si ritroverà anche a vedere sé stesso perché tutti noi abbiamo avuto una banalità in agguato, un qualcosa di piccolo che è diventato poi un nostro limite da valicare. Il viaggio che fa lo spettatore è anche in tante figurine. Qualcosa che potrebbe essere illustrato e che è poi il mondo di Vincenzo che noi rappresentiamo e cioè una specie di varietà con luci a intermittenza in cui c’è qualcosa di rotto e povero, ma che comunque funziona. Fa sorridere, è malinconico e poetico. E’ tutto questo. Si raccontano le sfumature più piccole e grige, quelle intime e segrete dell’esistenza che diventano però anche tratti eroici di questi racconti”.
Manca poco dunque. “Non vedo l’ora di venire a Viterbo – conclude Wertmuller -, perché il teatro è carino e sono stati bravi quelli di Caffeina. Speriamo di andare bene, almeno quanto è successo a Catania”.
Teatro Caffeina, Via Cavour 9 – Viterbo
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