Roma – Toscana, Umbria, Piemonte. Sono queste le tre regioni che hanno deciso di fare ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza. Emilia Romagna, Calabria e Basilicata lo stanno valutando. E anche il governatore del Lazio sostiene l’iniziativa dichiarando di valutare la possibilità del ricorso alla consulta, che deve però essere “solido e motivato”. Nicola Zingaretti dichiara inoltre di non voler chiudere gli Sprar.
Continuano le proteste, iniziate già nei giorni scorsi per iniziativa di alcuni sindaci, contro l’applicabilità del decreto sicurezza, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Il governatore della Toscana Enrico Rossi nei giorni scorsi aveva dichiarato che la regione avrebbe fatto ricorso alla corte costituzionale. Il presidente depositerà infatti oggi il ricorso della sua Regione. “Fanno bene a ribellarsi a una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone – aveva affermato qualche giorno fa Rossi – che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza”.
E il ministro Salvini non aveva fatto attendere una sua risposta. “Ci sono 119mila toscani in condizioni di povertà assoluta, si contano quasi 22mila domande per ottenere una casa popolare in tutta la regione – aveva affermato – si registra una sanità criticata da medici e utenti per le liste d’attesa, i tagli e i turni di lavoro massacranti.
Eppure il governatore Enrico Rossi straparla del decreto sicurezza che dà più legalità, risorse e strumenti agli amministratori locali. Lui pensa ai clandestini, noi agli italiani”.
Ma a scendere al fianco dei sindaci ci sono anche altre regioni.
Tra queste la regione Umbria. Nella seduta della giunta, che ha approvato la mozione, l’assessore Antonio Bartolini ha parlato di “profili di palese incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l’edilizia residenziale pubblica”.
Anche il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino presenterà ricorso, secondo quanto riporta l’Ansa. “Ho avuto conferma dalla nostra avvocatura – dice – che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della regione Toscana, che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta perché il decreto impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali di nostra competenza”.
Stando a quanto riportato dall’Ansa, il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, appare più cauto ma comunque pronto a prendere dei provvedimenti. “Stiamo valutando il ricorso alla consulta sul decreto sicurezza, che deve però essere solido e motivato – afferma -. Intanto ho dato direttiva alle asl del Lazio di non interrompere l’assistenza sanitaria a nessuno indipendentemente dalle sue condizioni socio-economiche”.
E aggiunge: “Nella legge regionale di bilancio abbiamo stanziato 1,2 milioni di euro per non far chiudere gli Sprar”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY