Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Ci sono progetti politici che, per loro natura, si formano e si sviluppano con una genesi lunga e complessa ma i cui effetti positivi si prolungano poi oltre il tempo della quinquennale durata amministrativa.
È questo il caso del progetto denominato “Sutri accoglie” nato in seno alle cosiddette reti d’impresa con Bando Regionale del 9/05/16. In qualità di assessore alle Attività Produttive e al Turismo, ho ritenuto opportuno fin da subito non perdere assolutamente tale opportunità, pur consapevole delle difficoltà e degli esiti incerti che tale lavoro comportava.
A partire dal concetto stesso di rete, dimensione culturale alla quale il nostro mondo imprenditoriale non è/era ancora preparato. In sostanza bisognava superare in primis l’ormai logoro e dannoso concetto del “lavorare solo per il proprio orticello”.
In secondo luogo, il bando, in virtù della novità introdotta, prevedeva un requisito fondamentale: la sottoscrizione formale, quindi di fronte ad un notaio, di un contratto da parte di almeno 30 attività economiche.
Contratto, che avrebbe suggellato (come è avvenuto) una ufficiale, concreta collaborazione tra il Comune (soggetto beneficiario del bando) e la Rete (soggetto promotore).
Va detto, tuttavia, che l’avviso pubblico originario non dava indicazioni dettagliate in merito a quali forme giuridiche scegliere (Contratto? Società? Consorzio?) né forniva modelli predeterminati per la redazione di un programma.
Dunque, per riassumere: ci sono voluti numerosi incontri in Regione (dove la sottoscritta si è recata in “pellegrinaggio solitario” per chiedere chiarezza e rassicurazioni, incontrando persone che hanno compreso la forte volontà e la determinazione che hanno contraddistinto l’intero percorso di questo progetto), più di 20 riunioni con i nostri commercianti (che ancora ringrazio perché sono stati e sono determimanti per l’attuazione e la riuscita del progetto), con relativi scontri, incontri, slides informative, riassunti del bando, legittime perplessità ma, infine, anche fiducia reciproca per questa sfida che, solo insieme, poteva essere affrontata.
Infine la redazione di un programma ad hoc, costruito su misura per la nostra città e rispettoso dei complicati parametri imposti, in tempi brevisssimi. Insomma ore ed ore (e nottate) di studio e lavoro per costruire un sogno che potesse diventare realtà. In ballo, concretamente, 100mila euro per i nostri commercianti ed imprenditori.
Su tutti i comuni della provincia di Viterbo, solo 20 vengono ammessi al finanziamento: Sutri risulta essere tra questi per qualità di idee. Ora, tra le altre iniziative, il progetto, partito subito con 30mila euro (prima tranche di finanziamento per arrivare a 100mila), prevedeva proprio l’attivazione di un servizio navetta, subito avviato e attivato con successo durante eventi turistici importanti (festa d’autunno e di primavera) e misteriosamente disattivato a inizio della nuova amministrazione; lavori di restauro, già realizzati delle piazzette del centro storico e i giardinetti dello chalet.
L’acquisto di elementi dell’arredo urbano, ancora ad oggi inspiegabilmente imballati e lasciati a marcire negli scantinati del Comune, arrivati proprio gli ultimi giorni dell’amministrazione Cianti. Ma il progetto prevedeva molto altro… ahimé lasciato in sospeso, con il rischio di perdere tutto.
Cosa aggiungere? Consultate il progetto, verificando la veridicità delle informazioni fornite, fortunatamente supportate dalla presenza di circa 70 attività commerciali di Sutri, di un Comitato Direttivo nato ad hoc e del sindaco, e… senza piccarsi, ma per onestà politica ed intellettuale. Anche perché, parafrasando il grande Winston Churchill, e di questo ne sono certa, se apriamo una lite tra il presente e il passato rischiamo di perdere il futuro.
Martina Salza
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