Viterbo – C’è il freddo in questi giorni, ma anche l’uscita dai centri d’accoglienza di persone che da un giorno all’altro si troveranno, diverse già ci si trovano, senza un tetto. Fuori dalle strutture. Letteralmente in mezzo a una strada.
Per aiutare e prevenire possibili emergenze, ieri sera la Caritas diocesana ha riunito attorno a un tavolo, comune, associazioni e responsabili dei centri. “L’incontro era per coordinarci – spiega il responsabile Caritas Luca Zoncheddu – con l’emergenza freddo, ma anche per l’uscita di persone dai centri di prima accoglienza”.
Con il decreto sicurezza, venendo a mancare la protezione umanitaria, famiglie, anche con bambini, si trovano senza punti di riferimento. Persone vulnerabili. Da indirizzare e aiutare, non abbandonandole al loro destino. “Per la prima volta abbiamo iniziato un dialogo proficuo”.
Il problema c’è, è sentito e reale. “Emerge una preoccupazione diffusa – prosegue Zoncheddu – per la condizione di persone vulnerabili, accolte nei centri d’accoglienza, nuclei con bambini, disagio psichico o disabilità. Si rischia l’emarginazione sociale. C’è bisogno di un qualche tipo di rete e pure di mappare con urgenza le situazioni”.
Coinvolto il comune di Viterbo. “L’amministrazione sente molto la problematica, anche per le possibili ricadute, essendo Viterbo il centro più grande”.
Ultimamente, è aumentato il numero di persone che arrivano alla Caritas. “Volontariamente – spiega Zoncheddu – alcune strutture hanno creato ammortizzatori, si sono preoccupate per collocare sul territorio chi non ha più diritto a un posto dove vivere, per non lasciarli in mezzo alla strada.
Altri, invece, arrivano alla Caritas e insieme proviamo a capire che tipo di percorso fare. Gli accessi sono in aumento”.
Situazione non semplice. Quello di ieri è un inizio. Per il comune, c’era l’assessora ai Servizi sociali Antonella Sberna.
“Un’iniziativa importante – spiega Sberna – perché ci consente di programmare eventuali interventi. Il decreto sicurezza potrebbe dare luogo a qualche criticità. L’intento comune è mettere in piedi una rete fra istituzioni e associazioni e programmare misure preventive per ogni evenienza, non solo in riferimento al decreto, ma anche in situazioni come il freddo”.
Una rete di collaborazione fra diversi soggetti. “A breve ci aggiorniamo – continua Sberna – comune e Caritas saranno capofila di questo tavolo.
L’amministrazione non solo ha piacere di esserci, ma è anche opportuno, in particolare per il settore dei Servizi sociali. Come distretto e ambito, non solo come comune”.
Giuseppe Ferlicca
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