Napoli – “Davano fastidio, rompevano tutto, per questo li picchiavo”. Dopo ore d’interrogatorio, Tony Sessoubti Badre avrebbe ammesso d’avere picchiato, preso a calci e pugni Giuseppe, il piccolo di sei anni. Morto, secondo gli inquirenti, per le percosse e le bastonate ricevute.
Ma il 24enne nega d’avere usato un bastone. Badre è il compagno della madre di Giuseppe. La sorellina di sette anni, pure lei colpita, si trova ricoverata in ospedale. È fuori pericolo. Sul suo corpo, i segni dei colpi ricevuti da una mazza da scopa. Per punirla.
Una violenza che è durata un tempo infinito, da sabat0 sera fino a domenica pomeriggio. Lo avrebbe raccontato la stessa bambina.
Tony Sessoubti Badr adesso è nel carcere di Poggioreale. Adesso le attenzioni si concentrano sulla madre, per capire se anche lei abbia subito violenze fisiche da parte del compagno, e cosa stesse facendo mentre picchiava i suoi figli. Quando l’accanimento dell’uomo ha provocato la morte di Giuseppe e il ferimento di Noemi.
In un primo momento avrebbe negato, sostenendo di non essersi accorta di nulla e poi avrebbe ammesso di non essere riuscita a fermarlo, perché l’uomo era una furia.
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