Torino – “Ricchione, ti ammazziamo” e in dieci lo aggrediscono in casa. Un 53enne è stato pestato in casa da una decina di giovani a Torino, nel palazzo in cui vive col suo compagno.
L’episodio è avvenuto lo scorso 2 gennaio e a riportare la notizia è il sito Gaynews e il quotidiano La Stampa. Leonardo, questo il nome della persona aggredita, è stato pestato, riportando lividi e la frattura del setto nasale, oltre a lesioni multiple, com una prognosi di 30 giorni.
Sarebbe stato circondato nel cortile del palazzo per chiedergli una sigaretta. L’uomo ha detto di no e sarebbero partiti gli insulti: “Brutto ricchione, ti ammazziamo”. Poi le botte. Gli avrebbero anche portato via il borsello e le chiavi di casa. Pare nell’indifferenza dei vicini di casa.
Sull’episodio ha preso posizione l’Arcigay di Torino: “Un atto di indicibile violenza, dove l’indifferenza del vicinato non fa che peggiorare la situazione.
Piena solidarietà e vicinanza di Arcigay Torino a Leonardo”.
Prende posizione anche l’assessore comunale Marco Giusta: “Stamattina è stata pubblicata la notizia di un’aggressione omofoba a Torino, avvenuta qualche giorno fa. Di fronte all’ennesima notizia carica di violenza e dolore, vorrei raccontare la capacità di resilienza maturata in questa città.
Le associazioni cittadine sono intervenute per offrire soluzioni e supporto al signor Leonardo, tramite la coordinatrice del Coordinamento Torino Pride GLBT Giziana Vetrano Bonazza che si è recata personalmente a casa della coppia.
La polizia municipale ha raccolto la denuncia per quanto è successo. Visto che il condominio non può più essere considerato per la coppia uno spazio sicuro, il presidente di ATC Marcello Mazzù, come sempre attento e disponibile, ha dato indicazione per avviare la procedura per il cambio di alloggio.
Nel tempo necessario a completare l’iter per questo passaggio, grazie all’interessamento di Alessandro Battaglia, le due persone verranno probabilmente ospitate presso la struttura di To-Housing recentemente aperta. In ultimo ci tengo a ringraziare Gaynews per aver raccolto e rilanciato la notizia.
Probabilmente, dieci anni fa non sarebbe stato così automatico. Sono orgoglioso di una città che, non solo costruisce anticorpi, ma anche strumenti ordinari per intervenire e risolvere questo tipo di avvenimenti”.
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