Viterbo – “O la Nunzi se ne va o si va al voto a maggio”. E’ l’ultimatum di Umberto Fusco della Lega.
La Lega vuole Claudia Nunzi, assessora che ha abbandonato il partito con cui è stata eletta insieme al consigliere Antonio Scardozzi, fuori dalla giunta. Ieri ha dato l’ultimatum. Entro le 21 o tutti a casa. E in effetti a quell’ora, ieri sera erano tutti a casa. Ognuno nella propria.
Fratelli d’Italia, gruppo d’approdo d’assessora e consigliere, difende a spada tratta Nunzi. Guai a toglierle le deleghe. Tra i due partiti, il sindaco Giovanni Arena.
Ieri, nel bel mezzo della crisi, ha passato una giornata a Roma. Impegnatissimo a rifiutare le telefonate a chiunque provasse a chiamarlo. Alleati di governo compresi. Un primo cittadino all’angolo. Lontano da Viterbo. In cerca di una miracolosa soluzione, forse un aiutino. Ma le carte le serve Arena. E non c’è possibilità di bluffare.
Intanto Fusco ha fatto sapere che: “Se il sindaco Arena non accoglie la richiesta di togliere la delega all’assessora, meglio andare al voto a maggio. Non si può lasciare il comune senza governo”.
Allo scadere del termine, silenzio. A parlare, solo voci di corridoio. Raccontano la soluzione. Se così si può chiamare. Fra lo scontentare la Lega, che avrebbe significato andare a elezioni subito, come avevano già anticipato e Fratelli d’Italia, l’opzione preferita è la seconda.
Quindi, via Claudia Nunzi dalla giunta. Come i leghisti avevano chiesto. Ieri la sofferta decisione, oggi la firma della revoca.
Togli le deleghe a una e ne mandi via tre. Conseguenza immediata, dimissioni dei due assessori FdI Laura Allegrini (Lavori pubblici) e Marco De Carolis (Turismo). Come spiegato ieri sera da Paolo Bianchini (FdI). E non solo. I cinque consiglieri di Fratelli d’Italia diventano battitori liberi. Liberi da ogni vincolo con la maggioranza.
Un incubo per il centrodestra a soli otto mesi dall’insediamento a palazzo dei Priori. Numeri risicati. Come con Michelini, peggio di Michelini. Perdendo cinque consiglieri FdI, la maggioranza non è più maggioranza, scende a 15 oltre il sindaco. Senza numeri. Ne mancano due per arrivare a 17.
L’aiutino dall’opposizione è sempre possibile, ma il dramma, diventato commedia, si trasformerebbe in farsa.
Una crisi in cui la grande assente è la politica, la protagonista è diventata la matematica. Nell’ipotesi in cui Arena avesse scontentato la Lega, di consiglieri ne sarebbero mancati non cinque come per FdI, ma addirittura sette. A conti fatti, la scelta è fatta-
Il quando è sconfortante. Difficile ipotizzare scenari. Sempre che ce ne siano.
Ammesso che con qualche cambio di casacca, palese od occulto, l’amministrazione Arena riesca ad arruolare consiglieri d’opposizione e ad andare avanti, o ammesso pure (ipotesi da fantascienza-fantapolitica) che nessuno all’ultimo fra Lega e FdI volti le spalle ad Arena, come faranno a governare per anni la città, con i rapporti nemmeno politici ma personali, completamente disintegrati? Difficile, a meno che non continuino come fatto finora. A non governare.
Ieri, alla camera dei deputati il primo cittadino, intervenendo all’iniziativa Anci, si è preso un applauso per Viterbo città con l’aria più pulita d’Italia. Peccato che non abbia fatto menzione di Viterbo città dall’amministrazione più incasinata d’Italia. Altro che applauso, avrebbe ricevuto una standing ovation.
Giuseppe Ferlicca
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