Viterbo – Rifiuti, appalto ponte della durata di un anno, costo 8 milioni e 800mila euro, per arrivare a quello definitivo, durata quattro anni, prorogabile di due.
È il percorso indicato dal sindaco Giovanni Arena per il servizio di nettezza urbana nel consiglio comunale straordinario. La gara più importante e più complessa.
Superare le criticità che si sono presentate negli anni non sarà facile. A cominciare dal numero delle utenze servite. Fra Viterbo Ambiente e il comune si è aperto un contenzioso milionario.
“Da contratto – osserva Giacomo Barelli (Viva Viterbo) – erano 27.955, ma il comune ha calcolato che siano 31.370, incrociando i dati di Tarsu e Tares. Una differenza pari a 3415 utenze, per maggiori costi dal 2014, di 661mila euro annui e che ha portato la società a chiedere complessivamente, fino al 2016, di sei milioni e 700mila al comune.
A prescindere da gara ponte o definitiva, è bene definire prima il numero esatto, per non rischiare nuovi contenziosi”.
Ad Alvaro Ricci (Pd) viene un dubbio, facendo due conti. “Le circa 31mila utenze pagano la Tari – osserva Ricci – il comune, invece paga per 27mila euro. Questa tassa è una partita di giro, tanto costa e tanto viene girato alla società. Ma se così è stato, le maggiori cifre pagate dai cittadini per la Tari, che fine hanno fatto?
In bilancio ci sono. Spendibili o come residui attivi. Di certo non si potrà che usarle per la futura Tari”.
In attesa dei numeri, l’amministrazione studia le migliorie per l’appalto, quello definitivo.
“Nello spazzamento stradale – osserva il sindaco Arena – sarà prevista la pulizia ordinaria di tutte le caditoie nel territorio comunale”. Si passa dalle attuali 2200 a 8mila. “Poi il taglio dell’erba infestante. Inoltre, inseriremo le manifestazioni pubbliche attuali, prevedendo una percentuale per quelle straordinarie euna serie di piccole migliorie”.
L’obiettivo di raccolta differenziata è al 65%. Come minimo. Poi la raccolta porta a porta su tutto il territorio, quindi, comprese le zone C, case sparse. Dove però, è possibile un periodo transitorio.
“Stiamo valutando – osserva Arena – di spostare alla mattina la raccolta dei rifiuti, affinché stiano meno tempo esposti in strada”.
Sui centri di raccolta, tramontato quello provvisorio al Riello, resta Grotte Santo Stefano: “Aprirà a giorni”, anticipa il sindaco, cui si aggiungerà l’altro al Poggino, ma al momento è stata individuata solo l’area. Poi la tariffa puntuale. Altro obiettivo.
Mentre per Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020) occorre togliere dal capitolato la gestione dei bagni pubblici. Molti dei quali oggi sono chiusi.
Sempre sul contratto: “Che fine ha fatto – si domanda Giacomo Barelli – il protocollo con l’Anac per appalto rifiuti, che ben due consigli comunali, il vecchio e il nuovo, hanno deliberato e di cui il sindaco non dice nulla? A maggior ragione dopo i fatti di questi giorni è ancora più necessario e non credo che la giunta non voglia rispettare le decisioni del consiglio su un tema così importante come l’ anticorruzione”.
Massimo Erbetti, invece, sulla raccolta differenziata ha una curiosità. Si deve arrivare al 65%. “Se si dovesse arrivare all’80%, quanto si risparmierebbe?”. Ah saperlo.
Giuseppe Ferlicca
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