Viterbo – (g.f.) – Lo sport non si può fare per sport. “Ci vogliono i soldi”. Stefano Caporossi, presidente quarta commissione propone sopralluoghi agli impianti sportivi comunali e Gianluca Grancini (FdI) arriva al punto. Fatti, non visite: “Prima di andare sul posto – spiega Grancini – vogliamo avere la situazione delle convenzioni delle varie strutture, conoscerla. E poi, il settore sportivo si fa crescere investendo, ci vogliono i soldi”. Inutile girarci intorno.
Una delle ragioni per cui è stata convocata la quarta commissione, venerdì, va a vuoto. Niente sopralluoghi. Ma parte l’idea, sostenuta da Sergio Insogna (Fondazione), di una consulta dello sport. Se ne possono fare tante e dirne altrettante.
Priorità in quantità. “È necessario – osserva Matteo Achilli (FI) – modificare il regolamento degli impianti sportivi. Le associazioni oggi non hanno possibilità d’investire. Rispetto ad altre realtà provinciali noi siamo indietro di trent’anni. In provincia i campi sono in sintetico o erba. A Viterbo tutti in terra”.
Si ritorna sempre al punto di partenza. I soldi. E dove non arriva il pubblico, è un po’ il senso del ragionamento che Achilli vorrebbe portare in rete, sarebbe quello di agevolare l’intervento di privati. Lina Delle Monache punta al piano sociale regionale, da adottare.
Alla fine, pure il presidente Caporossi è spiazzato: “Allora che facciamo? Possiamo anche non andare a fare i sopralluoghi, a me pareva utile, anche per interloquire con i presidenti delle varie associazioni”. Per ora, no. La palla torna al centro.
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