Bruxelles – Questione Tav, si alza lo spettro della restituzione dei fondi europei.
Secondo quanto riporta Repubblica, un portavoce della Commissione Ue ha dichiarato che non è da escludere “di dover chiedere all’Italia i contributi già versati, se ci saranno ritardi prolungati”.
“Se i fondi non sono impiegati – ha aggiunto il portavoce – possono essere allocati ad altri progetti europei. L’attuale analisi costi-benefici del governo italiano non è stata richiesta dalla Commissione”.
Il governo è tenuto a prendere una decisione definitiva e rapida sulla sorte dell’alta velocità Torino-Lione. Secondo Repubblica, gli accordi di cofinanziamento (che ammontano a 813 milioni di euro) possono essere rivisti, ma entro il termine di giugno, cioè il momento in cui ci sarà una valutazione di tutti i progetti Cef (Connecting Europe Facility).
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