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Ricordi - Un periodo di straordinari eventi

Viterbo, anno di grazia 1970

di Vincenzo Ceniti
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Il vescovo Adelchi Albanesi

Il vescovo Adelchi Albanesi

La Viterbese 1969-1970

La Viterbese 1969-1970

Viterbo – Legge sul divorzio e secondo posto ai mondiali di calcio in Messico dopo il Brasile, grazie alla rete pluridecorata in di Gianni Rivera nella semifinale contro la Germania.

Ci sarebbe dell’altro come l’autunno caldo, la guerra in Medio Oriente, la lunga crisi di governo risolta da Emilio Colombo, le terribili giornate di Reggio Calabria (disagi sociali e polemiche per il capoluogo di regione a Catanzaro), le contestazioni studentesche, alcune calamità naturali come quella tragica di Venezia (un devastante tornado provocò 36 morti), la scomparsa di Nasser, De Gaulle e Ungaretti, l’ arresto per uso e spaccio di stupefacenti di Lelio Luttazzi e Walter Chiari.

Ma cerchiamo di ricordare qualcosa di quello che è successo a Viterbo nel 1970. Gli studenti si ribellano a tutto, ma alla fine non fanno male. Piuttosto picchia la crisi economica che si fa sentire anche qui da noi. Ne soffrono soprattutto alcune fabbriche di Gallese e Bagnoregio.

Al comune la corsa al primo scranno di palazzo dei Priori si risolve inizialmente a favore di Santino Clementi. Ma sono in vista le elezioni che consacrano nel secondo semestre Rodolfo Gigli.

In Provincia le cose vanno peggio. Si inizia con la presidenza di Franco Bruni, cui segue però la gestione commissariale di Rodolfo D’Addario e, dopo le elezioni amministrative, quella di Gilberto Pietrella.

Alla camera di commercio se ne resta indisturbato a via Rosselli Fernando Micara, all’ente provinciale per il Turismo, dopo un decennio di presidenza del democristiano Giuseppe Benigni, è la volta del socialista Ugo Morera. All’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di palazzo Santoro è seduto già da un anno l’eclettico Dc Licinio Marcoaldi. Il prefetto di ferro, Raimondo Nicastro, continua ad imperversare su tutto e su tutti.

Dobbiamo a lui l’arrivo a Villa Lante dei ministri degli Esteri del Mec (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda) accompagnati dal ministro Aldo Moro. Ricordo di avergli fatto da guida “in seconda” La guida “gallonata” era Angelo Cantoni allora proprietario del complesso monumentale.

Gli illustri ospiti dopo una veloce riunione sull’opportunità di consentire o meno l’accesso della Gran Bretagna nel mercato comune, si sono seduti alla tavola del cardinale, al cospetto della fontana dei Giganti, per un pranzo all’aperto. Menu: cappelletti all’emiliana, lombata di vitello al vino bianco, asparagi al burro e parmigiano, cassata alla siciliana, cestini di frutta, vini francesi e italiani.

Il 1970 segna l’avvio dell’ordinamento regionale. Si procede alla prima elezione della storia repubblicana dei parlamentini regionali che manda alla Pisana solo due consiglieri della Tuscia Viterbese, Franco Bruni (Dc) e Gualtiero Sarti (Pci).

Intanto la nuova giunta comunale di Rodolfo Gigli (con l’aitante Domenico Mancinelli allo Sport e Turismo) affronta, grazie all’assessore alla polizia urbana Rocco Cianchella, il problema della raccolta dei rifiuti che fino ad allora avveniva sul pianerottolo.

Nel senso che il netturbino entrava col sacco in un caseggiato e si faceva tutti i piani per travasare nel sacco i rifiuti che venivano posti in un secchio di ferro fuori della porta dell’abitazione. C’è da dire che la “monnezza” non raggiungeva i volumi di oggi; ma c’è anche da dire che l’”operatore ecologico” (guai a chiamarlo scopino) si doveva fare anche cinque piani di scale col sacco sulle spalle.

L’assessore Cianchella, con coraggio inusitato, si inventa la raccolta fuori del caseggiato. Gli inquilini travasano i rifiuti in un sacco a perdere fornito dal comune e lo lasciano davanti al portone. Lo spazzino all’ora prestabilita, intorno alle 7,30 del mattino, passa e raccoglie tutti i sacchi, li carica su un furgone e li porta alla discarica. L’esperimento riesce in parte e inizialmente viene limitato alla zona dei Cappuccini.

Ma parliamo di cose più frivole. La Viterbese di Renzo Merlin vince il campionato di serie D e vola in serie C grazie anche alla guida del presidente Enrico Rocchi. E’ la Viterbese di Restani, Ciccozzi Campani, Lorenzon, Marini, Rigantè, Beccaccioli, Staccioli, Pescosolido, Toscano, Menegon. Alla ripresa di Settembre Merlin lascia il posto a Gennaro Rambone.

Lutto. Muore quasi novantenne il vescovo di Viterbo e Tuscania Adelchi Albanesi. Era nel capoluogo dal 1942. Gli succede Luigi Boccadoro. Ho davanti agli occhi la figura ieratica di Albanesi. Non aveva una dialettica forbita, era piuttosto un “pastore buono” che dialogava con i bambini e le persone umili domandando spesso “Volete bene alla Madonnina?”.

Era tuttavia affascinante il suo modo di parlare con velato accento piacentino, la erre moscia e un amabile difetto di pronuncia che completava l’effetto delle sue lunghe omelie. Muore in quell’anno anche il pittore viterbese Fortunato del Tavano. Pochi lo ricorderanno ma era abile nei ritratti.

Nel 1970 se ne va, dopo una penosa degenza all’Ospizio di San Carlo, “Pizzeccacio”(alias Dante Costantini) popolare personaggio della Viterbo di una volta ricordato per la sua “intraprendenza imprenditoriale”. A Carnevale lo trovavamo in piazza delle Erbe a vendere stelle filanti, maschere e “coriandele zigrinate di Udene”.

D’estate se ne andava in giro per la città e a Pratogiardino con il suo carrettino decorato da due coperchi ad asso di coppe che coprivano le vaschette di gelato da lui stesso preparato (ottimo quello di limone compresso in due cialde da una strana macchinetta). D’inverno stazionava all’inizio di via del teatro Genio con il braciere per le caldarroste.

Continua intanto il laborioso lavoro preparatorio, fatto di progressi e passi falsi, per traghettare la Libera Università della Tuscia in Ateneo statale. Gran parte del merito andrà a Gilberto Pietrella, storico presidente del consorzio universitario. Ma i tempi non sono ancora maturi per il sospirato riconoscimento che verrà un decennio più tardi, nel 1979.

E le Terme? La commissione edilizia del comune di Viterbo approva due importanti progetti. Quello dell’Itet e quello del Paliano. Il primo prevede 50mila mq nei pressi della sorgente delle Zitelle con 200 posti letto e un investimento di due miliardi di lire. Quello del Paliano, ad opera dei fratelli Alessandro e Massimo Tuzi prevede 20mila mq. Gli esiti li conosciamo tutti.

Se la passano bene ristoranti, trattorie, pizzerie e taxi. I militari della Vam e della Sas di stanza a Viterbo sono circa 1.800. Quando la sera sono in libera uscita invadono le vie del centro con soddisfazione per tutti. Ogni tre mesi, poi, c’è il giuramento che porta a Viterbo un provvidenziale stuolo di amici, genitori e fidanzate.

Il presidente dell’Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo Licinio Marcoaldi fa sul serio. Promuove un mega convegno in occasione del Centenario del Conclave con apertura di relatori del calibro di Paolo Brezzi e del cardinale Eugenio Tisserand. Ne parla la stampa specializzata di tutta Italia. Non solo.

Marcoaldi porta a Viterbo Anna Moffo in una Traviata storica al Teatro dell’Unione affiancata da Renato Cioni. Allestisce poi nella chiesa di san Francesco la “Petite messe solennelle” di Rossini con Veriano Luchetti (nativo di Tuscania) e la moglie Mietta Sighele. E’ grazie a lui che il Teatro Unione ospita a Santa Rosa due opere di cartello come “Il barbiere di Siviglia” e “Madama Butterfly” con Nicola Rossi Lemeni, Virginia Zeani, Alberta Valentini e l’Orchestra bulgara dei “Ragazzi di Sofia”.

Ma l’Unione non viene utilizzato solo per il “bel canto”. In quel 1970 si apre anche ad un incontro di boxe con il giovane viterbese Adalberto Valentino. Il merito è dell’associazione “Amici del pugilato” guidata da Alberto Ciorba.

Ospite di rango in quel 1970 è ancora Gustavo VI Adolfo di Svezia impegnato con l’Istituto svedese di studi classici di Roma e la nipote principessa Cristina. Giunge anche l’imperatore d’Etiopia Hailè Selassiè che visita la Villa Lante. I giornalisti, guidati dal decano Sandro Vismara, pranzano nel Casino di caccia. Io c’ero.

Attilio Jozzelli annuncia che il Cipe ha inserito nel piano autostradale nazionale la trasversale Orte-Viterbo-Civitavecchia con carattere di “assoluta priorità”. Si parlava per la prima volta di superstrada già dal 1967 e sembrava che il tutto si potesse risolvere nel giro di pochi anni.

Scoperta archeologica sensazionale a Tuscania. A causa del crollo di una tomba vengono alla luce in località Monte Olivo una decina di sarcofagi del IV secolo a.C. che ricordano la prodigiosa ed analoga scoperta del 1967. Dirige i lavori il Soprintendente Mario Moretti.

Nessun problema per la “Macchina di Santa Rosa” Il colo d’angeli” di Zucchi è bello e molto amato dai viterbesi.

Finiamo in allegria. Al teatro dell’Unione si organizza il Veglione della stampa con la cantante Carmen Villani e un giovane presentatore agli esordi: Paolo Villaggio.

E’ ammesso l’ingresso delle maschere ma non del domino (per motivi di sicurezza) cioè a dire di un costume nero, tipo camice, lungo con cappuccio.

Vincenzo Ceniti
Console Viterbo del Touring Club


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5 febbraio, 2019

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