Roma – Codice rosso all’esame della camera. Ma le norme sul revenge porn non saranno inserite nel ddl.
Esaminato a Montecitorio il ddl sul Codice rosso, che stringe le maglie del codice penale sulla violenza contro le donne, con la maggioranza che decide di non inserire all’interno del testo il revenge porn, ossia la diffusione di immagini private per vendetta.
L’aula aveva deciso di sospendere la seduta proprio per permettere al comitato dei nove della commissione Giustizia di discutere sull’emendamento presentato dalla deputata Federica Zanella (Fi) che inseriva il reato nel testo. La richiesta delle opposizioni è stata bocciata con voto segreto: 218 sì e 232 no.
Poco dopo la votazione le parlamentari d’opposizione hanno occupato i banchi del governo e la seduta è stata sospesa.
L’intenzione del M5s è quella di portare avanti un ddl ad hoc sul revenge porn all’esame al senato, come ha ricordato il presidente dei senatori pentastellati Stefano Patuanelli.
Ma l’opposizione protesta. “E’ una grande presa in giro – ha detto Alessia Rotta (Pd) – potevamo dire che non c’è alcuna volontà di disciplinare il revenge porn perché con il ddl al senato fate finta di volerlo fare, ma non volete farlo perché inserendo il reato in questo provvedimento sarebbe potuto diventare subito legge”.
Enrico Costa (Forza Italia), Wanda Ferro (Fratelli d’Italia) e Laura Boldrini (LeU) hanno chiesto un rinvio dell’esame sul Codice rosso.
Alla fine della conferenza dei capigruppo, la camera ha deciso per il rinvio della discussione sul ddl a martedì 2 aprile.
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