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Roma - Nicola Zangari racconta le difficoltà che ogni giorno incontra in città per muoversi con i mezzi pubblici

“Sono disabile e prendo il treno solo se gli altri mi aiutano”

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Roma - Nicola Zangari

Roma – Nicola Zangari

Roma – “Sono disabile e prendo il treno solo se gli altri mi aiutano”. Nicola Zangari, 72enne cittadino viterbese, che da 29 anni vive su una sedia a rotelle, racconta le difficoltà che una persona disabile incontra ogni giorno per muoversi in città.

Nicola Zangari è costretto a recarsi spesso a Roma per motivi di salute. Il 72enne viterbese, che da 29 anni vive in carrozzina, è anche in dialisi al Sant’Andrea. “Io disabile prendo il treno solo se gli altri mi aiutano – dice-. Ogni volta è un viaggio della speranza, esco da casa e incrocio le dita”.

A raccontare la storia di Zangari è Stefania Moretti sulle colonne del Corriere della Sera di Roma.

Il cittadino viterbese spiega come la strada verso l’ospedale sia lastricata di ostacoli. Nella sua testimonianza a non funzionare sono gli ascensori della metro e a mancare è la pedana del pullman. Accorgimenti che, se mancanti, per chi è disabile possono rendere davvero difficoltosi gli spostamenti in città. 

Un mese fa Zangari racconta di essersi lanciato sui binari di piazzale Flaminio. Il 72 enne viterbese dice di essere stanco e che con il suo gesto voleva compiere un atto estremo e aspettare che il treno lo investisse. “Ero stanco di sentirmi un peso”, si legge su il Corriere. Un episodio in cui il 72enne si è anche sentito trattare come un peso: “Il capostazione mi ha trattato come se disturbassi. Io, però, il biglietto lo pago: perché non dovrei prendere il treno?”, confida. 

Il 72enne racconta di non riuscire a compiere i viaggi da solo. Quando scende a Villa Borghese è l’autista che deve accompagnarlo per un tratto fuori dal bus perché il marciapiede all’ingresso del parco si interrompe bruscamente, formando un gradino.

“Esco di casa incrociando le dita – dice – e, quando tutto va bene, ho comunque la certezza che, a piazzale Flaminio potrò salire solo con l’aiuto di altri passeggeri gentili”.

Atro ostacolo insormontabile sono i gradini del treno. Anche qui serve l’aiuto di qualche passeggero gentile per scendere dal mezzo. “Almeno tre persone robuste – si legge – che accettino di sollevare 70 chili, tra Nicola e la carrozzina. La sedia a rotelle pesa, ci si può sbilanciare”.

Sul Corriere si segnala come la stazione Flaminio, punto di passaggio per il 72enne, avrebbe bisogno di alcuni lavori che, infatti, erano partiti e che avrebbero previsto anche la banchina a raso. Si legge però che “il cantiere, è fermo da mesi, dopo il pasticciaccio dei soldi che le ditte esecutrici non hanno ricevuto. La soluzione sarebbe un carrello di quelli che ha in dotazione Trenitalia: il macchinario si aziona e permette ai disabili di scendere e salire”.

Ma chi dovrebbe pagare questi lavori? Sotto accusa l’Atac, gestore del trasporto sulla Roma – Viterbo.

“Per Atac – si legge – i soldi dovrebbe metterli la regione, proprietaria dell’infrastruttura. Regione che, peraltro, è fresca della condanna della corte d’Appello che la obbliga a eliminare le barriere architettoniche a Rignano Flaminio, sempre sulla Roma – Viterbo, dopo la causa civile promossa dalla mamma di uno studente disabile”.

Mentre a promettere di attivarsi per la storia di Zangari è la segreteria dell’assessorato comunale alla Mobilità.


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8 marzo, 2019

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