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“La causa delle migrazioni è il cattivo ordine del mondo e la cura è la giustizia”

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Viterbo - L'incontro con Padre Alex Zanotelli

Viterbo – L’incontro con Padre Alex Zanotelli

Viterbo - L'incontro con Padre Alex Zanotelli

Viterbo – L’incontro con Padre Alex Zanotelli

Viterbo - Alex Zanotelli

Viterbo – Alex Zanotelli

Viterbo - Carlo Mezzetti

Viterbo – Carlo Mezzetti

Viterbo – (dan.ca.) – “La causa delle migrazioni è il cattivo ordine del mondo. E la sua cura è soltanto la giustizia”. Padre Alex Zanotelli fa un affresco dei mali del capitalismo al teatro San Leonardo di Viterbo. A convocare “l’assemblea”, così la definisce Zanotelli nel corso del suo intervento, il Coordinamento di Lavoro e Beni Comuni.

Accanto al padre missionario, Paola Celletti e Piero Arcangeli di Beni Comuni e l’avvocato Carlo Mezzetti. Davanti al loro, nella sala della parrocchia del Murialdo, almeno un centinaio di persone provenienti dalle diverse esperienze del pacifismo e cattolicesimo di base che caratterizzano il mondo laico e religioso di Viterbo. Azione cattolica inclusa. Ad ascoltare un prete rivoluzionario vissuto per anni alla scuola dei poveri e che dal 2002 ha scelto di risiedere stabilmente nel rione Sanità di Napoli dove continua la sua missione dalla parte degli ultimi, che chiama con un nome che sembrava essere dimenticato: “Proletariato”.

Il motivo dell’incontro è la sicurezza. Nello specifico il decreto sicurezza del ministro dell’interno Matteo Salvini. “Un decreto – ha detto Celletti – che dopo le leggi razziali del fascismo, è tornato ad istituzionalizzare la discriminazione”. Un provvedimento che “rincorre e sviluppa – ha aggiunto Mezzetti – le paure dell’immaginario collettivo”. “La guerra che si fa ai poveri – ha precisato Arcangeli – e non alla povertà”.

In Italia, padre Zanotelli è noto anche per il suo impegno civile e per le sue posizioni a difesa del Beni comuni e ambientali, in particolare dell’acqua pubblica. Il suo ultimo libro è “Prima che gridino le pietre”.

“Prima di tutto buonasera”, inizia così il suo intervento Zanotelli. Scusandosi poi per la voce. Più bassa del solito, tendente al nasale. “Non sono stato bene – ha precisato – ma non mi sembrava un buon motivo per non esserci”.

La sinistra sociale prova a convocare in assemblea il mondo cattolico di base da cui, a Viterbo, quel che oggi è sinistra, in gran parte proviene. Al teatro San Leonardo ad ascoltare Zanotelli ci sono anche Giuseppe Sini del Tavolo per la pace, che Zanotelli stesso cita, Pierluigi Vito dell’Azione cattolica e lo scrittore Valerio De Nardo. Il periodo è dei più difficili. Il governo giallo-verde ha creato forti lacerazioni all’interno del mondo cattolico. tant’ero che ieri sera i vertici della diocesi non si sono visti. 

“Nessuno ha la verità in tasca – ha detto padre Zanotelli – E l’assemblea pubblica è lo strumento giusto per cercarla e trovarla insieme. Non ci si incontra mai per caso”. Neanche nella città dei papi. 

“La lettura della realtà – spiega il padre combinano – dipende dal punto di vista e dal luogo da dove si legge”. E a proposito di Bibbia, “il contesto è altrettanto importante del testo”.

“Il problema della sicurezza non sono le migrazioni – dice Zanotelli – ma un sistema economico ingiusto che punta il dito sui più deboli e fa dei poveri il capro espiatorio. Dove a dominare sono 32 persone che detengono ricchezze tanto quanto 3 miliardi e mezzo di persone. Dove un miliardo di persone consuma il 90% delle risorse planetarie e tra i primi 6 uomini più ricchi al mondo ci sono i giganti del web. Queste sono le cause dell’immigrazione. Il cattivo ordine del mondo”.

Non solo, ma non è nemmeno l’occidente a dover reggere il peso delle migrazioni. “Perché – fa notare Zanotelli – la maggior parte di loro sono accolti dai paesi più poveri del mondo”. Il problema delle migrazioni è la povertà. La causa della povertà sono invece i rapporti sociali di forza e di produzione che governano le relazioni economiche e di conseguenza il mondo.

“L’unica possibilità – ha concluso Zanotelli – è un mondo giusto ed equo nella ripartizione delle risorse”. E per questo occorre ribellarci prima che sia troppo tardi. E se ancora non lo facciamo è “perché chi detiene le ricchezze del mondo, è armato fino ai denti”. 

Daniele Camilli


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