Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Il presidente Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale per celebrare l'8 marzo

“La condizione delle donne segna il grado di civiltà di un Paese”

Condividi la notizia:

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Roma – “La condizione delle donne attesta il grado di civiltà raggiunto da un Paese”. Così il capo dello stato, Sergio Mattarella, interviene al Quirinale in occasione dei festeggiamenti per la giornata internazionale della donna. 

Il presidente della Repubblica ha poi sottolineato l’importanza del ruolo delle donne nella società. “Fare gli auguri alle donne, in realtà, vuol dire rivolgerli all’intera comunità nazionale – ha detto nel suo discorso – perché la componente femminile è parte, oltre che essenziale, decisiva della nostra società. Per questo, l’8 marzo si celebrano valori di fondo della nostra vita in comune. Valori che recano il segno delle conquiste realizzate, spesso con fatica e tra molte difficoltà, dalle donne stesse. La condizione femminile è uno di quegli elementi che attestano il grado di civiltà raggiunto da un Paese”.

Il capo dello stato ha poi ricordato gli ultimi episodi di cronaca legati al femminicidio: “Non possiamo continuare ad assistere inerti alla violenza nelle case e nelle strade. Ancora ieri, nel nostro Paese, sono state assassinate due donne – Alessandra e Fortuna – vittime di una violenza prodotta da distorte e criminali mentalità di possesso e dominio”. 

Il riferimento poi alle donne rese schiave e costrette a prostituirsi, tema delle celebrazioni di quest’anno al Quirinale. “Lo sfruttamento sessuale delle donne è una pratica criminale purtroppo diffusa – ha aggiunto Mattarella –  È bene chiamare questa condizione con il nome appropriato: schiavitù. Si tratta dell’infame schiavitù del nostro secolo”. 

E ancora: “Si tratta di uno sfruttamento ignobile a danno di donne, speso minorenni, provenienti dalla povertà più estrema, da contesti di guerra, da terre aride, che finiscono nelle reti di crudeli trafficanti di persone”.

Un fenomeno che va combattuto. “Nessun compromesso è accettabile, nessuna tolleranza può essere mascherata da realismo o opportunismo – ha detto -. E se dunque stroncare il traffico è compito delle forze di polizia, dei magistrati, delle istituzioni nazionali e degli organismi internazionali, tutta la società civile è chiamata a fare la propria parte, agendo con responsabilità e corenza morale. Nessuno può restare indifferente”.

Poi il richiamo alla legge Merlin, che dichiarò fuorilegge lo sfruttamento della prostituzione: “Fu una tappa importante nel camino di liberazione della donna, è una lezione su cui meditare. Oggi la senatrice Lina Merlin – ha detto- sarebbe in prima linea contro la tratta di questo nostro tempo”.

Tra gli strumenti citati dal presidente della Repubblica per combattere contro il fenomeno dello sfruttamento della donna c’è l’istruzione. “Contro questo fenomeno è dunque necessario educare, prevenire, organizzarsi, offrire aiuto – ha specificato Mattarella – mettere in campo reti e strumenti di contrasto che consentano alle donne, soprattutto le più vulnerabili, di non sentirsi più sole davanti alle minacce”.


Condividi la notizia:
8 marzo, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/