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Viterbo - E’ la proposta del deputato Mauro Rotelli presentata questa mattina nella sede del gruppo comunale di Fratelli d’Italia

“Una legge per far decollare gli interporti in Italia”

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L'incontro nella sede del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Viterbo

L’incontro nella sede del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Viterbo

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Viterbo – (dan.ca.) – Definire cosa è un interporto, stabilire le regole per crearne altri e stanziare le risorse necessarie per farli decollare. È la proposta di legge depositata dal parlamentare Mauro Rotelli e presentata questa mattina nella sede del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in via Fontanella di Sant’Angelo a Viterbo. Se dovesse essere approvata dal parlamento sarebbe la prima legge in assoluto sugli interporti.

L’obiettivo – ha detto Rotelli – è innanzitutto quello di porre al centro della discussione la questione logistica dei trasporti e iniziare un dibattito politico parlamentare dando il giusto e fondamentale riconoscimento a queste strutture che si trovano al centro di una rete di sviluppo a livello europeo“.

In conferenza stampa, seduti al tavolo assieme a Rotelli, ci sono anche l’assessore alla cultura del comune di Viterbo Marco De Carolis, e il portavoce di Fratelli d’Italia Vincenzo Fini.

La proposta, firmata da 32 deputati e di cui Rotelli è il primo firmatario, “è arrivata in commissione trasporti – ha sottolineato il deputato –. Da questo momento inizia l’iter per portarla alla Camera e iniziare il dibattito”.

In Italia gli interporti sono in tutto 24. Tra questi anche l’interporto di Orte, l’unico a non avere uno sbocco al mare. Va ultimata prima la trasversale.

La proposta di legge definisce subito cosa è un interporto. Sei i punti che lo caratterizzano. “Favorire l’intermodalità terrestre – spiega Rotelli  – e l’efficienza dei flussi logistici, svolgendo funzioni di collegamento di valore strategico“. Gli interporti intersecano infatti le principali linee ferroviarie del paese a diretto contatto con i principali corridoi internazionali, tra cui la futura “Via della seta” che, in base agli accordi raggiunti dal governo Conte, crea un primo importante ponte economico con la Cina.

“Tra gli altri punti – prosegue Rotelli – la proposta di legge punta a migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei flussi di trasporto, sostenere la realizzazione di corridoi intermodali che costituiscono l’asse portanti della rete internazionale dei trasporti, razionalizzare l’utilizzazione del territorio, contribuire alla diminuzione dell’impatto ambientale delle attività di trasporto e logistica e promuovere la loro sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

Dunque un interporto, così come lo dipinge la proposta di legge Rotelli, è “il complesso organico di infrastrutture e di servizi integrati di rilevanza nazionale, gestito in forma imprenditoriale al fine di favorire la mobilità delle merci tra diverse modalità di trasporto con l’obiettivo di accrescere l’intermodalità e l’efficienza dei flussi logistici, in ogni caso comprendente uno scalo ferroviario idoneo a formare o ricevere treni completi e in collegamento con porti, aeroporti e viabilità di grande comunicazione”.

Previsto inoltre un Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica. “Il Comitato – precisa Rotelli – svolgerà compiti di indirizzo, programmazione e coordinamento di tutte le iniziative riguardanti lo sviluppo degli interporti per integrare i sistemi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale e aereo”.

Infine i finanziamenti per far funzionare gli interporti. “Trenta milioni di euro, questo prevede la proposta di legge – ha aggiunto Rotelli -. Dieci milioni l’anno per il 2019, 2020 e 2021. In più – ha concluso il deputato – l’intenzione è quella di utilizzare una parte dei ricavati derivanti dalle dogane interne agli interporti per garantire l’autonomia economica in vista del futuro”.

Daniele Camilli


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29 marzo, 2019

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