Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata anche al prefetto, al sindaco e al comandante della polizia locale – Da viterbese ben stagionato, non posso più fare a meno di rilevare il degrado in cui è precipitata questa città. Da anni non si assiste al rifacimento delle vie del centro, eccezion fatta per la povera via Cairoli che rappresenta la goccia nel deserto. Per il resto strade in stato semplicemente pietoso.
Il quartiere medievale, fra i più belli e antichi d’Europa ci mostra discendenti in pvc di colore arancione con campanelli in alluminio anodizzato. Semplicemente un obbrobrio. Qui basterebbe invitare o costringere i proprietari ad adeguarsi al buonsenso e gusto, ma, conscio dei costi rilevanti per il rifacimento della pavimentazione, mi chiedo per quale ragione si debbano avere auto parcheggiate, su tutto il centro storico, anche sui terrazzini, per poco. Problema risolvibile a prezzi modici, anzi.
Saltuariamente, si vedono dei blitz da parte dei vigili, sempre nei soliti posti, che nulla hanno a che vedere con la necessità di tenere la situazione sotto controllo, ma servono soltanto a tacitare qualche noioso che protesta telefonicamente.
Esempio tipico quello di via della Casaccia, alle spalle dell’albergo Tuscia. Negli ultimi trenta anni, non mi è mai capitato di vedere quella via sgombra da auto, i cui proprietari ne hanno fatto un’autorimessa tutta personale.
Già che siamo in zona, facciamo due passi verso via del Gallo fino all’altezza di via della Morretta, nella parte che scende verso la scalinata che porta a via Emilio Bianchi. Si tratta di una via perennemente tappata da auto lasciate a caso.
Facciamo due passi entrando da Porta Romana. Via Tommaso Carletti, sempre, sempre, sempre in questa situazione e anche peggio; lo scivolo per i disabili mai libero e le auto, ferme fuori dagli spazi blu, non sono sanzionabili dai cosiddetti ausiliari, quindi impunità assicurata.
Continuando sempre su via Tommaso Carletti, fino ad arrivare all’angolo tra via San Leonardo e via del Meone, possiamo trovare un’altracostante. Qui, a meno dei classici, perentori, 500 metri dall’incrocio vi è sempre un mezzo piantato anche sulle strisce gialle a indicare un divieto dovuto a spazio di manovra per una rimessa auto. La mia. Non c’è giorno che, al momento di uscire o entrare in garage, io non debba effettuare, più che manovre, acrobazie, con il rischio di danneggiare le vetture male parcheggiate. Voglio ben precisare che per questa via transitano ogni giorno, più volte al giorno, pattuglie di vigili con l’auto e mai una volta che si fermino a fare quello che c’è da fare e per cui sono retribuiti. Bisogna sempre fare ricorso alla chiamata, come suggerito garbatamente da una vigilessa molto gentile e disponibile a fare il suo lavoro. Ma come è mai possibile che si sia arrivati al codice della strada a chiamata? Cosa fanno durante il giorno le pattuglie itineranti?
Continuiamo il nostro giro, tornando su via Garibaldi e scendendo verso piazza Fontana Grande si giunge in piazza del Plebiscito. Sembra che davanti alla Prefettura sia zona franca, eppure ci sono cartelli che vietano su tutta la piazza.
Andiamo oltre e infiliamoci in via Filippo Ascenzi, qui troviamo anche quello che non dovrebbe esserci. Di tutto: carabinieri, polizia, guardia di finanza… già, pure loro, i custodi della norma in sosta sulla zona vietata. In pratica, in via Ascenzi, se sosti a sinistra, lo fai gratis, tanto, chi dice nulla? Ma se ti fermi a destra e non paghi, o arrivi quando il tagliando e scaduto, beh, allora sei fuori legge e ti può costare caro. Questa, ovviamente, è la situazione quotidiana e nessuno venga a dire che i preposti non si sono accorti.
Altra situazione vergognosa, ma veramente tale, è quella di via Saffi. Tutti i giorni ci sono auto parcheggiate lungo la via, di fronte al palazzo dell’amministrazione provinciale, in zona rimozione e troviamo sempre auto comodamente posteggiate sul marciapiede. Auto dell’amministrazione. È una vergogna bella e buona.
In via Cardinale La Fontaine la sosta in seconda fila è la norma, non c’è ostacolo che fermi i barbari del parcheggio.
Un giorno di questi, un repentino blitz in piazza Fontana Grande ha sconvolto la tranquillità dei parcheggianti che sono stati costretti a scappare per non incorrere nelle dovute sanzioni. Il sindaco, quello di prima, di cui non ricordo il nome, ma che tutti chiamano “il fioraio”, ha avuto la bella pensata di svuotare le piazze per rendere la città più accogliente, ma nessuno lo ha informato che le auto pieghevoli non sono state ancora inventate e che i mezzi pubblici di Viterbo non sono quelli di Vienna e altre città europee. Prima di ricorrere a simili provvedimenti, è irrinunciabile preparare le strutture necessarie. Ma lui faceva il fioraio e queste cose non le sapeva.
Sarebbe opportuno, a mio parere e neanche modesto, gestire meglio sia i parcheggi, che vanno ampliati e gratuitamente messi a disposizione, sia l’attività di chi dovrebbe vigilare, mettendolo alla porta se inidoneo e prendendone uno un po’ più atto alla cosa. La perdita si potrebbe senz’altro tamponare elevando le giuste sanzioni.
Se, invece, ci sono motivi di opportunità (ma non capisco quali potrebbero essere) per tollerare tale indigesta situazione, che li si porti a conoscenza del volgo. Che si tolgano tutti i cartelli di divieto che non si è in grado di far rispettare in modo che io possa lasciare la mia carretta ovunque mi trovi, senza stare a rinnovare periodicamente un inutile permesso per residenti.
Tempo fa lessi un articolo pubblicato su Tusciaweb in cui si richiamava la popolazione al rispetto del decoro della città, evitando di stendere i panni in bella vista. L’articolo portava l’intestazione “I panni puliti si asciugano in casa” e recava la foto di biancheria stesa in via delle Fabbriche; panni no (che non danno fastidio a nessuno), auto sì. Che senso ha? Gli agenti che hanno suonato al campanello dello stenditore non hanno notato le auto in sosta?
Fuori dal centro, poi, c’è via della Palazzina, l’importante strada che porta dal raccordo alla città. Sempre intasata da auto che parcheggiano con le quattro frecce lampeggianti, mentre l’auto dei vigili scorre tranquilla verso altre ignote destinazioni.
A questo punto, mi sembra chiaro che nella gestione degli spazi di sosta ci sia qualche criticità. Inutile fare pubblicità alla macchina di Santa Rosa, San pellegrino in fiore e altro, se poi erbacce alte come un cavallo, immondizia e rifiuti in genere riempiono le strade del centro e le auto dei prepotenti tappano i vicoli della città. Non si pretende quella stupidaggine di“tolleranza zero” che tanto riempie la bocca ai nostri inetti eletti, ma un po’ di ordine ci starebbe bene.
Facciamolo per noi, facciamolo per il turismo che è un’industria a inquinamento molto basso.
Un’ultima cosa, avete notato che, in qualsiasi giorno dell’anno e in qualsiasi ora del giorno e della notte, piazza San Lorenzo, residenza del vescovo, che tanto elogia il corpo dei vigili, è sempre sgombra? Sarà per la devozione dei cittadini, per la vigile presenza di lui, oppure?
Bruno Fonghini
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY