Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione di Tusciaweb, ieri si è aperta la 33esima edizione di San Pellegrino in Fiore.
Ma oltre a bancarelle, non si potevano fare delle scenografie come negli anni scorsi?
Passerà alla storia come quella più sottotono.
Scrivo anche per sottolineare come non ci siano bagni chimici a disposizione dei turisti o comunque dei tanti visitatori che stanno riempiendo le vie di Viterbo. Possibile che per andare al bagno, si deve ricorrere al bar? anche perché, ovviamente, i bagni pubblici sotto palazzo dei Papi sono chiusi con catena.
Cordiali saluti Emiliano Gabrielli
Al di là della desolante edizione di San Pellegrino in fiore, ridotta a un semplice supermercato di fiori. Al di là dall’imbarazzante povertà delle poche coreografie. Al di là del fatto che questa è la più desolante edizione di San Pellegrino in fiore, che ricordi.
Il comune e/o chi ha organizzato la manifestazione non si è curato di fornire un numero adeguato di bagni.
Migliaia di persone alla ricerca di un bagno e spesso quando lo si trova è fuori uso per il sovraffollamento oppure con file chilometriche e attese logoranti.
Una vera e propria violenza fisica. Una volta arrivati nel cuore della città per San Pellegrino in Fiore e le altre iniziative, andare ad espletare i bisogni primari è praticamente impossibile. Per non parlare degli anziani e delle donne incinta che in fila devono elemosinare la priorità.
Sembra assurdo in un ponte così lungo con migliaia di persone previste e con le strutture ricettive tutte sold out, non aver previsto l’istallazione di bagni chimici.
L’esperienza di aver esigenze e non poter, è veramente terribile.
P.B.
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