Viterbo – (g.f.) – “Accordo raggiunto fra Talete e comune”. La quiete dopo la tempesta. Il sindaco Giovanni Arena può annunciarla, dopo una giornata difficile, come quella di giovedì, quando in consiglio comunale ha dovuto affrontare non solo l’opposizione, ma anche la sua stessa maggioranza e i lavoratori della società idrica, sul pignoramento dei conti correnti.
Partito dall’amministrazione comunale, a fronte di un credito vantato da 4 milioni e 750mila euro. Scelta all’insaputa dello stesso primo cittadino e che ha messo in grossa difficoltà Talete. C’era tempo per tentare altre strade, come quella percorsa ieri dal primo cittadino.
Vertice fra i legali di comune e società e poi incontro con il nuovo presidente Andrea Bassola. Dove è arrivata la svolta.
“Sono molto soddisfatto – esordisce Arena – dopo momenti difficili. Ho incontrato il presidente Talete, trovando molta collaborazione. Riconoscono l’atto di precetto da 4 milioni e 750mila euro, cui faranno fronte attraverso una dilazione”.
Ma la società, dal canto suo rivendica crediti da palazzo dei Priori. “Ci siamo impegnati anche – prosegue Arena – a risolvere la parte che interessa l’amministrazione, regolando la parte contabile nel giro di un mese. Gli uffici hanno avuto quest’indicazione temporale”.
Arena è soddisfatto. “Un grande passo avanti, è la prima volta che si riesce a vedere la parola fine in questa vicenda che si trascina da anni”.
Il pignoramento dei conti, tra le conseguenze ha pure il blocco degli stipendi per i 150 lavoratori. In consiglio comunale il primo cittadino aveva preannunciato una via d’uscita.
“Lunedì – anticipa Arena – tramite il tribunale darò mandato all’avvocato per annullare i pignoramenti. Chiederemo al giudice di anticipare il più possibile la procedura. Eventualmente potrà esserci uno slittamento di un paio di giorni, dal 27 al 29 maggio per i pagamenti”.
Sul mistero, invece, di chi a palazzo dei Priori abbia dato il via al pignoramento, portando in tribunale la procedura, Arena prova a smorzare le polemiche.
“Effettueremo le dovute verifiche – osserva Arena – ma direi che le elucubrazioni politiche ascoltate in consiglio non ci siano.
La pratica era avviata e con gli uffici io ritengo che l’atto di precetto sia andato avanti, arrivando al pignoramento. Una procedura in cui penso la politica non sia entrata”.
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