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Cultura - A rappresentare il sodalizio viterbese il presidente Massimo Mecarini, Francesco Favetta e Marco Gemini - Presenti anche il sindaco Giovanni Arena e l’assessore alla Cultura Marco De Carolis - FOTO E VIDEO

Corsa dei Ceri, rinnovato il patto d’amicizia tra i facchini di Santa Rosa e ceraioli

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Gubbio - La festa dei Ceri

Gubbio – La festa dei Ceri

Gubbio - La festa dei Ceri

Gubbio – La festa dei Ceri

Gubbio - La festa dei Ceri

Gubbio – La festa dei Ceri

Gubbio – (s.c.) – Si è rinnovato anche quest’anno il patto di amicizia tra una delegazione del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e la città di Gubbio nell’ambito del trasporto a spalla dei Ceri che si tiene il 15 maggio d’ogni anno, alla vigilia della festa del patrono Sant’Ubaldo.

Una presenza importante, per la città di Viterbo, quella dei Facchini, che hanno vissuto con i Ceraioli e con il popolo eugubino, il fascino, l’entusiasmo, la suggestione e i valori della “Festa dei ceri”.

A rappresentare il Sodalizio viterbese il presidente Massimo Mecarini, anche nella veste di vicepresidente della rete delle Grandi macchine a spalla (Gramas), insieme a Francesco Favetta e Marco Gemini. Presenti anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena e l’assessore alla Cultura Marco De Carolis.

Alla manifestazione di ieri ha partecipato anche Patrizia Nardi, responsabile tecnico scientifico dei progetti Unesco “Rete delle grandi macchine a spalla italiane” e “Festa dei Ceri di Gubbio”.

La rete delle grandi macchine a spalla interessa le città di Nola (con i Gigli), Palmi (con la Varia), Sassari (con i Candelieri) e Viterbo (con la Macchina di Santa Rosa). Gubbio fa parte della rete, insieme a tutti i sindaci delle città interessate, ma non ha ancora avuto il riconoscimento Unesco.

A tutti i partecipanti è arrivato il saluto corale della città, dell’amministrazione comunale e dell’Università dei Muratori, Scalpellini ed Arti Congeneri, unitamente alla Diocesi, al Maggio Eugubino , alle Famiglie dei Ceraioli, alla Società Balestrieri ed al Gruppo Sbandieratori.



Una bellissima festa popolare, questa di Gubbio, che consiste nel trasporto a spalla di corsa di tre Ceri, fino alla basilica posta sulla vetta del Monte Ingino, sormontati dalle statue di sant’Ubaldo (patrono di Gubbio e protettore dei Muratori), di san Giorgio (protettore dei Merciai) e di sant’Antonio Abate (protettore degli Asinari e dei Contadini e, più recentemente, degli studenti). Una delle più antiche manifestazioni folcloristiche italiane (dal 1160) che ricorda anche il dono della cera, da parte delle corporazioni e delle arti cittadine, alla comunità religiosa di Gubbio. E’ talmente tanta l’importanza e la popolarità, anche a livello regionale, della manifestazione, che dal 1973 i tre ceri rappresentano anche il simbolo della regione Umbria e sono raffigurati stilizzati nel suo gonfalone e nella bandiera ufficiale.

Spettacolare a mezzogiorno, in una Piazza Grande coloratissima e stracolma di gente festosa, la tradizionale “alzata” dei Ceri, un po’ come il “sollevate e fermi” viterbese; con i tre vertiginosi giri della piazza prima di effettuare la ”mostra” per le vie della città e, nel pomeriggio, dopo le “girate della sera”, il volo verso il Monte Ingino.

Presenti alla manifestazione di Gubbio in Piazza Grande, tra gli altri, anche Raimondo Rizzu di Sassari, presidente dell’associazione Rete delle macchine a Spalla, poi Claudio Corcione e Paola Todaro rappresentanti della comunità di Nola, Maria Luisa Lo Vecchio della comunità di Palmi, Gavino Sale rappresentante della comunità di Sassari, e Leandro Ventura, direttore dell’istituto centrale italiano per la Demoetnoantropologia del Ministero dei Beni Culturali. A coronare la manifestazione degustazione gastronomica nella Sala Maggiore del Palazzo dei Consoli, con i colori dei diversi gruppi dei ceraioli, tra suoni, canti e balli.

Silvio Cappelli


Multimedia: Gallery: La festa dei Ceri – video


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16 maggio, 2019

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