Viterbo – ‘Ha ddà passà a nuttata” e non la si può interrompere.
Perché, se anche a Viterbo il cielo è nero – tra stupri, assassini, rapine, suicidi e gli strascichi di una nuvolosa politica nazionale terrificata da lampi di twitter senza ragionamento e perfino in date di tutti usate come clave di parte – l’alba comunque verrà.
Molti di noi che vissero la speranza di un mondo nuovo dopo gli odi e i morti della grande guerra, continuano a voler vedere il bicchiere sempre mezzo pieno.
Colmo della buona volontà di tanti, sorretti dalle stesse idealità che ispirarono – il 26 maggio si voterà il parlamento di Strasburgo – De Gasperi, Schumann e Adenauer quando decisero di costruire la comunità europea.
Cominciarono col mettere assieme i beni – il carbone e l’acciaio – per i quali le nazioni in meno di cinquant’anni avevano fatto due guerre mondiali e milioni di morti. Erano certi che si sarebbe costruita una comunità politica, di popoli, e che la fase mercantile delle regole commerciali e finanziarie da unificare sarebbe stata solo un passaggio.
In un recente convegno di pochi ex uomini e donne di banca, Maria Romana De Gasperi, la figlia del primo grande statista repubblicano, ci ha raccontato che Adenauer salutando il padre col quale aveva passato qualche ora nella casa di famiglia a Castelgandolfo disse a De Gasperi: ”Ancora un paio d’anni e poi avremo l’Europa unita”.
Erano i primissimi anni 50 e l’unità non c’è ancora. Anzi la fase mercantile e tecnocratica, quella della finanza e delle banche sempre più lontane dall’economia reale e dal lavoro che la crea, ha sopravanzato quella politica.
In sostanza, i beni materiali hanno schiacciato e accantonato quelli immateriali, quelli della fiducia, del superamento del conflitto tra le persone, che è purtroppo un dato iniziale connaturale all’uomo, a pro di una competizione vieppiù cruenta, in cui il debole deve soccombere perché non ha capacità di consumare, non ha i soldi per farlo e rimane solo.
Indifeso ed arrabbiato, alimentandosi di odio che provoca l’illusione del potere tutto permettersi perché da tutti osteggiato. Base giustificazionista spesso degli stupri, degli assassinii, degli abbandoni e degli insulti che andiamo sperimentando anche in questa provincia.
Il demone dell’ostilità sembra prevalere nelle istituzioni nell’Europa mancata, come la rancorosità pare farsi fondamento delle politiche locali e conseguentemente stile di vita.
Bisognerà forse ritrovarsi, stare insieme, parlare e discutere con meno twitter e whatsapp. Con più parole e ragionamenti. Più Logos dicevano gli antichi filosofi e i preti “Verbo”.
Tante cose si possono evitare, ma non il passare del tempo che il suo ragionamento lo fa, rispondendo ai passi in avanti della storia, con problemi nuovi e talora laceranti per farceli poi superare.
Sono la parte del bicchiere mezzo vuoto che attende di essere riempito. Insieme, ragionando, parlando, studiando. Rispettandosi.
Renzo Trappolini
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