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Anche tu redattore - Viterbo - La segnalazione di Francesca Fabrucci, che racconta il calvario della donna 81enne

“Femore rotto, dopo 45 giorni a Belcolle mia madre costretta a operarsi al Sant’Andrea”

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Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Buonasera. O forse meglio dire buonanotte. Perché sono le 3,20 del 28 maggio e sto scrivendo dal pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Roma dove, finalmente, finisce un calvario lungo 45 giorni e iniziato all ospedale di Belcolle.

Mia madre di 81 anni cade in casa e si rompe il femore, cosa che spesso accade e fortunamente viene considerato oggi intervento di routine. Ma non a Belcolle, o quantomeno non sempre.

Mia madre viene da subito considerata come assente perché soffre di depressione. Al momento del ricovero non portava l’apparecchio acustico quindi forse per questo è stata considerata tale.

Passati i giorni e ristabiliti i valori per l’intervento, si firma il consenso e nonostante ciò di intervento non se ne parla. Difficile chiedere informazioni e quasi impossibile riceverne. Nessuno sa, nessuno ha seguito, come se chissà quale mistero si celasse dietro un femore rotto. E mia madre viene lasciata su un letto immobile senza nessun tipo di stimolazione per muovere quanto meno l’altra gamba.

Chiediamo perché nessuno si preoccupa di farlo, di portare un fisioterapista a nostre spese per farle quantomeno riprendere contatto con il mondo. Niente. Impossibile.

Basta. Cerco in tutti i modi un altro posto dove qualcuno si prenda cura della situazione e per fortuna lo trovo. Ma non solo, contatto telefonicamente o privatamente numerosi e prestigiosi ortopedici e tutti mi dicono la stessa identica cosa: perché? Perché almeno non cercare di mobilizzarla un po’? Perché lasciarla così su un letto come una persona assolutamte incapace di muoversi?

Finalmente arriviamo qui e l’accoglienza è meravigliosa già dal pronto soccorso e credetemi, si parla almeno di un centinaio di persone in fila ma finalmente mia madre viene trattata come una donna con una frattura al femore e particolarmente provata dai giorni. Quindi anche con estrema gentilezza. Nessuno capisce perché a questa gamba non sia stata fatta quantomeno quella che loro chiamano trazione, per non peggiorare la situazione, perché in 45 giorni ovviamente la frattura e peggiorata ma soprattutto la condizione umana di una donna di 81 anni lasciata immobile.

Io non ho avuto la possibilità di lavorare ma dovevo stare lì accanto a lei. Mi domando se fosse stata sola e senza possibilità che fine avrebbe fatto.

Francesca Fabrucci


Anche tu redattore – le segnalazioni dei lettori

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Puoi inviare foto, video e segnalazioni contemporaneamente a redazione@tusciaweb.it e redazione.tusciaweb@gmail.com. In questo caso i testi vanno inviati in allegato in word.

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29 maggio, 2019

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