Viterbo – “Le giovani vite sono capaci di lasciare impronte forti. I giovani sono capaci di grandi mutamenti”. Con queste parole Angela Lo Monaco, professoressa dell’università della Tuscia alla facoltà di Agraria, ha ricordato il giovane Andrea Tomei, laureato in Conservazione e restauro dell’ambiente forestale e difesa del suolo, vittima ad Amatrice negli eventi sismici dell’agosto 2016.
Questa mattina, alla facoltà di Agraria, la cerimonia per la consegna del premio di laurea in ricordo di Andrea Tomei, oganizzata dal Dipartimento di scienze agrarie e forestali, dal guppo Club alpino italiano sezione di Amatrice, dalla commissione regionale Tutela Ambiente Montano.
“Le giovani vite sono capaci di lasciare impronte forti – ha detto Angela Lo Monaco -. Il mio augurio per voi studenti è di poter fare grandi cose”.
Andrea Tomei era socio Cai della sezione di Amatrice e l’associazione ha devoluto dei fondi per premiare due tesi di Laurea magistrale in Conservazione e restauro dell’ambiente forestale e difesa del suolo. E’ il secondo anno che questo premio viene consegnato e la commissione di laurea questa mattina lo ha assegnato a Chiara Lodovici di Rieti con la tesi ‘Tipologie di esbosco nel taglio di smantellamento a strisce: compatibilità con gli interventi di rinaturalizzazione delle piantagioni di Pino e implicazioni gestionali ed ecologiche’ e a Bianca Sipala di Roma con la tesi ‘L’importanza della necromassa legnosa: caratterizzazione quali-quantitativa e variabilità del legno morto in relazione all’accessibilità delle faggete gestite del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise’.
In aula era presente solo Chiara Lodovici. Bianca Sipala, ha spiegato la commissione, si trova all’estero con il progetto Torno Subito.
“Andrea è un esempio di quanto si possa amare il proprio territorio – ha detto Chiara Lodovici nel suo intervento durante la premiazione -. Un esempio di quanto sia importante la sostenibilità ambientale. Ricordarlo è importante perché sarà sempre una guida per gli studenti”. Oltre al premio, a Chiara è stata consegnata anche una guida ‘Salaria quattro regioni senza confine’, curata dal Cai di Amatrice.
In aula anche la proiezione di un filmato per mostrare l’attività di Andrea all’interno del Cai Amatrice.
“Andrea era un giovane che pensava agli altri e alla sua terra – ha ricordato Catia Clementi della sezione Cai di Amatrice –. Andrea è morto durante il terremoto a Amatrice insieme alla mamma nella loro casa del centro storico. Era un giovane particolarmente attivo. Faceva parte del gruppo Tam e grazie a lui ad Amatrice era stato fatto anche un piccolo orto botanico. Uno spazio verde, inaugurato nel 2015, che rappresenta la grande ricchezza naturalistica di Amatrice. Andrea lo curava ogni giorno. Insieme abbiamo fatto anche la segnalazione di un numero di alberi monumentali della zona”.
Catia Clementi ha poi raccontato che il Cai Amatrice ha lasciato sul monte Gorzano, durante una spedizione, una croce per le persone morte durante il terremoto di Amatrice.
Commosso il ricordo di Andrea fatto da Ilo Berni, operatore regionale Tutela Ambiente Montano, e da Antonio di Grottole del Tam regionale. “Andrea per noi è come un figlio – ha spiegato Ilo Berni – la sua scomparsa è una ferita che non guarirà mai”.
Maurizia Marcoaldi
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