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“Una manifestazione davanti al tribunale per difendere le masse di San Sisto”

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Viterbo - L'incontro a difesa delle masse di San Sisto

Viterbo – L’incontro a difesa delle masse di San Sisto

Viterbo - Stefano Brenciaglia

Viterbo – Stefano Brenciaglia

Viterbo - Domenico Massimi

Viterbo – Domenico Massimi

Viterbo - Luca Balletti

Viterbo – Luca Balletti

Viterbo - Le masse di San Sisto

Viterbo – Le masse di San Sisto

Viterbo - Oreste Rutiliano

Viterbo – Oreste Rutiliano

Viterbo - Pietro Benedetti

Viterbo – Pietro Benedetti

Viterbo – Dalle parole ai fatti. L’associazione Masse di San Sisto si prepara per difendere le terme a ridosso dello svincolo della trasversale a sud di Viterbo. “Innanzitutto – ha detto il presidente dell’associazione Domenico Massimi – una mobilitazione davanti al tribunale di via Falcone e Borsellino prevista per giovedì prossimo, 16 maggio, in occasione “dell’udienza – ha poi dichiarato l’avvocato dell’associazione Stefano Brenciaglia – in cui si discuterà l’istanza presentata dalla società Antiche Terme, proprietaria del terreno su cui ricadono le masse di San Sisto per evidenziare la chiusura e il ricondizionamento del pozzo di San Sisto comporta tutta una serie di provvedimenti definitivi e irreversibili che risultano inadeguati rispetto al provvedimento d’urgenza. Interventi che di fatto sono un vero e proprio esproprio”.

Una mobilitazione popolare cui faranno probabilmente seguito altre iniziative di lotta che hanno già ottenuto l’appoggio anche dell’associazione Italia Nostra e di altri comitati che in passato si sono già battuti per l’acqua pubblica e contro l’eolico e il fotovoltaico nella Tuscia.

L’iniziativa è stata resa nota durante l’incontro di questa mattina organizzato dall’associazione Masse di San Sisto all’interno degli spazi dell’impianto termale. Tra gli interventi, oltre all’avvocato Brenciaglia e al presidente Massimi, anche quelli di Luca Balletti, proprietario del terreno, Oreste Rutiliano di Italia Nostra e dell’attore Pietro Benedetti. Un centinaio le persone presenti. Assenti invece, nonostante l’invito, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il prefetto Giovanni Bruno, l’assessore al termalismo Marco De Carolis e e l’assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini.

Il 6 giugno è invece prevista l’udienza per dibattere il provvedimento che dà attuazione alla misura cautelare concessa che impedisce di utilizzare l’acqua termale e fare attività sul sito.

“Il contenzioso – ha spiegato Luca Balletti – è amministrativo, mentre l’ordinanza del tribunale di cui si sta parlando, porta di fatto alla chiusura delle masse. Vogliamo inoltre ricordare alla regione Lazio, che oggi ci accusa di essere né più né meno che degli abusivi, che c’è un ordine del giorno del 2014 del consiglio regionale che dice che nel rilascio delle concessioni minerarie su Viterbo si devono rispettare e tutelare le terme libere o a basso costo, come la nostra”.

L’ordinanza del tribunale di Viterbo assegna infatti l’uso dell’acqua termale del pozzo San Sisto a Free Time, per l’impianto in costruzione al Paliano. L’ordinanza del giudice, datata 21 gennaio, prevede inoltre libero accesso, l’interdizione di ogni tipo di gestione, coltivazione, emungimento e captazione dell’acqua termale e la cessazione di ogni attività correlata all’uso sempre della acque termali. Per provvedere, è necessario tuttavia accedere nella proprietà. 

“Le acque termali sono un diritto dei cittadini – ha evidenziato Oreste Rutiliano -. Se c’è un bene comune questo è l’acqua termale. Abbiamo deciso di appoggiare questa battaglia. Italia nostra c’è e sta al vostro fianco. E’ necessario portare avanti una vera e propria battaglia organizzando anche una manifestazione sotto gli uffici del sindaco di Viterbo in piazza del comune. Bisogna far sentire la nostra voce dentro la città. A Viterbo c’è un sindaco? Oggi, qui con noi, non c’è e dovrebbe. Dovrebbe stare invece stare vicino alla gente”.

Altre iniziative di lotta sono state messe sul tavolo dall’attore Pietro Benedetti intervenuto nel corso dell’incontro. Due su tutte. “Presidiare la fonte principale – ha proposto Benedetti -. In modo pacifico, due per volta, come avrebbe fatto Nelson Mandela”, leader del movimento contro l’apartheid in Sudafrica. E infine “coinvolgere l’opinione pubblica – ha concluso Benedetti – andando anche sulla Cassia che passa proprio di fronte alle masse di San Sisto”.

Daniele Camilli


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