Farnese – “Io non ho lanciato niente”, dice ai poliziotti l’ultras arrestato a Ponte Milvio. Un agente replica: “Come no, io ti ho visto”. E lui insiste, ripetendo tre-quattro volte:”Io non ho lanciato niente, vi denuncio”.
Video: Il fermo fuori dallo stadio
Ripresi dalle numerose telecamere presenti, sono i momenti concitati del fermo di Alessandro Andreani, il tifoso biancoceleste 36enne di Farnese arrestato la sera del 15 maggio a Roma al culmine dei disordini che hanno preceduto la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio.
Una manciata di secondi, durante i quali Andreani si slaccia il cappuccio della felpa scura indossata sotto un gilet di colore beige e consegna la bandiera della Lazio. Bandiera che poco prima si vede il 36enne sventolare a pochi passi, ma non tra i facinorosi che sfilano in corteo, tutti vestiti uguali, di scuro e con il volto travisato, come una sorta di divisa.
Capito che non basterà continuare a ripetere ai poliziotti in tenuta antisommossa e in borghese “io non ho lanciato niente”, il tifoso si zittisce e il seguito è quello che è finito su tutte le cronache nazionali.
E’ uno dei tre tifosi laziali fermati per gli scontri con le forze dell’ordine sul Lungotevere, culminati nel rogo di una macchina della municipale e nel ferimento del capo dei vigili.
Ieri l’arresto per resistenza aggravata in concorso a pubblico ufficiale è stato convalidato dai giudici di piazzale Clodio, che hanno rinviato il processo per direttissima al 24 maggio per dare tempo alla difesa di decidere se ricorrere a un rito alternativo.
“Un compagnone, sempre dentro a mille eventi”
Poco più di 1500 anime popolano il borgo di Farnese, uno dei gioiellini dell’Alta Tuscia, tra il lago di Bolsena e la maremma laziale, dove la vita scorre ancora lenta.
Fra due settimane esatte, il primo giugno, sono pronti i festeggiamenti per il matrimonio di Alessandro Andreani con la sua storica compagna. La coppia ha già un bambino, che il padre porterebbe sempre con sé ovunque.
“Un figlio d’oro, mai un episodio di violenza”, commentano in paese.
“Storico capitano tutt’altro che violento del Farnese Calcio. Amico di tutti. Figlio del tabaccaio. Dentro il comitato contro la geotermia. Un tipo lavoro, campagna e caccia. Manager di una delle più grandi aziende del comprensorio. Un compagnone. Sempre dentro a mille eventi. Uno da cene. Uno che organizza la festa della birra per il solo piacere di fare qualcosa per il paese”, dice chi lo conosce bene.
“C’è un clamoroso errore di persona”
“Pensiamo di chiedere l’abbreviato condizionato all’ascolto di un testimone e all’acquisizione dei filmati che secondo noi scagionano Alessandro e che, guarda caso, non sono stati prodotti dalla Digos, che ha depositato soltanto un’annotazione. I video smentiscono la ricostruzione che è stata fatta. Evidentemente c’è un clamoroso errore di persona“, spiega il difensore Angelo Di Silvio, che ha ottenuto la liberazione del 36enne, dopo una notte a Regina Coeli. Con la sola misura cautelare dell’obbligo di firma due volte alla settimana dai carabinieri di Farnese. E questo nonostante in aula un commissario abbia ribadito di essere sicuro che i tre arrestati abbiano preso parte ai disordini, perché li ha visti con i suoi occhi.
“Il mio assistito – spiega il legale – non indossa un passamontagna, ma il cappuccio della felpa, calato sul viso perché stava piovendo a dirotto. Non è vestito di scuro come i facinorosi che hanno dato vita alla guerriglia, per non farsi identificare. Con sé aveva solo la bandiera, sventolata mentre con altro quattro amici si stava recando allo stadio per la partita. In tre erano più avanti, mentre lui e un altro erano rimasti indietro incuriositi da quello che stava succedendo e si sono trovati in mezzo agli scontri. Niente di più”.
Fra una settimana, venerdì prossimo, il 24 maggio, il processo per direttissima.
Silvana Cortignani
Articoli: Scontri all’Olimpico, sarà processato il 24 maggio l’ultras di Farnese – Scontri all’Olimpico, convalidato l’arresto dell’ultras viterbese – Scontri fuori dallo stadio, l’ultras viterbese rischia fino a 15 anni di carcere – Scontri fuori dell’Olimpico, in carcere a Regina Coeli l’ultras della Lazio arrestato – Scontri fuori dall’Olimpico, un viterbese tra i cinque laziali arrestati
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.




