Viterbo – (g.f.) – “Per com’è andata l’ultima edizione di San Pellegrino in Fiore, il comune non avrebbe dato quell’importo”. Non si spengono le polemiche su una manifestazione apparsa appassita e anche l’assessore alla Cultura Marco De Carolis, in consiglio comunale dice la sua.
Rispondendo durante le interrogazioni, esterna le sue perplessità. “Le iniziative correnti – ricorda De Carolis – come San Pellegrino in Fiore, godono di uno stanziamento prestabilito. Vedremo se continuare così anche in futuro”.
A scatola chiusa, senza verificare i risultati è un sistema che non sempre può funzionare.
San Pellegrino in Fiore quest’anno è costato all’amministrazione comunale in tutto 61mila euro.
“Abbiamo speso 10mila euro in meno rispetto agli altri anni – precisa De Carolis – poi è stata aggiunta una somma per allungare fino al 5 maggio ma non è stato così, perché diverse piazze erano vuote e allora non ho capito quali costi aggiuntivi ci siano stati.
Nelle piazze ho visto gran parte di standisti, che pagavano”.
Qualcosa va rivisto ma l’idea dell’assessore, di pagare a consuntivo, ha sollevato qualche dubbio dall’opposizione.
“Chi è che valuta – si domanda Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) – chi decide se una manifestazione è piaciuta o meno? La gente? L’assessore? Una commissione?”.
Un metodo serve, mentre una certezza c’è già, trattandosi di soldi pubblici. “Intanto – fa notare Luigi Maria Buzzi (FdI) – bisogna valutare attentamente la rendicontazioni. Chi organizza porta a compimento l’iniziativa e sulle spese rendicontate l’amministrazione comunale può prestare particolare cura”.
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