Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio lanciare un appello al comandante della polizia locale e all’assessore competente in materia di traffico: perché non spegnere i semafori di Porta Romana e piazza Crispi nelle ore di punta durante i mesi scolastici?
La mia non vuole essere una provocazione ma un suggerimento pratico per facilitare una circolazione assurda ed estremamente caotica nelle ore di punta che vanno dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 12 alle 14.
Purtroppo questa città sembra che non abbia intenzione di fare alcun intervento né una programmazione seria su tutto ciò che concerne la viabilità, il trasporto pubblico, gli orari di scuole e uffici. Quindi serve una soluzione rapida, concreta e attuabile, in attesa di rimedi migliori.
In quel tratto di strada che è viale Raniero Capocci si crea ogni giorno, da settembre a maggio, un ingorgo ingestibile tra macchine, autobus urbani, autobus del Cotral, moto, scooter, la presenza di studenti a piedi. Soprattutto la situazione diventa pazzesca quando deve passare un’ambulanza oppure mezzi delle forze dell’ordine con la sirena accesa, con le macchine in fila al semaforo costrette a farsi da parte in spazi strettissimi o inesistenti.
Ci sono rischi per le auto e per i pedoni. Ci sono rischi per le antiche mura e torri costrette a subire vibrazioni ogni giorno, per non parlare dell’aria che si respira.
Quindi a mio avviso una soluzione, almeno temporanea, potrebbe essere il semaforo spento nelle ore di punta. Ovviamente gli incroci vanno fatti presenziare dai vigili pronti a intervenire in situazioni rischiose per garantire la sicurezza (è chiaro che non devono sostituirsi al semaforo e bloccare di nuovo il traffico, se no quanto è niente), ma credo che non sia più tollerabile sottoporre la zona di porta Romana e piazza Crispi a una pressione del genere per nove mesi l’anno.
In alcuni giorni in cui questi semafori vengono spenti, ad esempio in concomitanza di Santa Rosa o in altre occasioni, abbiamo visto tutti quanto la circolazione ne tragga sollievo.
Marco Valentini
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