Milano – “Il governo sta avviando una nuova revisione della spesa. Possibili tagli alle politiche welfare nel triennio 2020-2022”. A dirlo è il ministro dell’Economia Giovanni in un passaggio della lettera scritta in risposta alla missiva inviata da Bruxelles mercoledì.
Si legge ancora:”Siamo inoltre convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la commissione europea, i rendimenti dei titoli di stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso”.
Poi le previsioni per il paese. “Le stime presentate nel programma di stabilità per l’Italia differiscono da quelle della commissione – si legge -. L’Italia stima che l’output gap nel 2019 sarà pari a -1,6 per cento e il tasso di crescita dell’economia sarà inferiore al potenziale. L’economia si trova dunque in una situazione di ‘congiuntura sfavorevole’ secondo la griglia del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Di conseguenza, l’aggiustamento di bilancio richiesto sarebbe di 0,25 punti percentuali, 0,07 punti percentuali al netto del margine di flessibilità. Poiché la stima ufficiale dell’Italia indica un peggioramento del saldo strutturale di soli 0,1 punti percentuali nel 2018, l’Italia non registrerebbe uno scostamento significativo”.
Anche un passaggio sull’Iva. “Il programma di stabilità – si legge – prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3% del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell’Iva, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale”.
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