Roma – Lunedì 3 giugno il sindacalismo di base delle Poste (Cub Poste, Sicobas Poste, Cobas Poste, Slg-Cub Poste) ha indetto lo sciopero nazionale di tutta la categoria, con manifestazione nazionale a Roma davanti alla sede di Poste Italiane spa di viale Europa 175, con concentramento dalle 11, in cui si terra anche una conferenza stampa.
L’attacco ai livelli occupazionali è il “cuore” della riorganizzazione aziendale in questa fase. Da qui discendono le conseguenze soprattutto in termini di aumento assoluto dei carichi di lavoro: dividere il lavoro su chi resta è lo scopo dell’azienda, ricalibrare i ritmi, intensificarli, raddoppiarli. Nello stesso tempo abbandona la funzione sociale e pubblica per abbracciare l’economia speculativa: “giganteggia” in Borsa, brinda, divide cedole e benefits… ma per i lavoratori le paghe non arrivano più a fine mese.
Questa complessiva e regressiva trasformazione dell’azienda ridefinisce anche le politiche occupazionali: sempre meno stabili “a tempo indeterminato”, sempre più precarie “a tempo determinato”. L’occupazione “usa e getta” è il modello dominante nell’azienda privatizzata e finanziarizzata.
Queste le ragioni di fondo dello sciopero. Contro la riorganizzazione del recapito a “giorni alterni”, la chiusura degli uffici postali, la riduzione dei Cmp, l’esternalizzazione/appalto della logistica, la precarietà dilagante. Per assunzioni stabili e di massa, copertura reale del fabbisogno nei posti di lavoro (recapito, sportelleria, cmp), assoluta sicurezza sul lavoro, azzeramento graduatorie trasferimenti, aperture di uffici postali nelle località più disagiate, consegna quotidiana della corrispondenza e ridimensionamento delle zone, con una nuova riparametrazione che dev’essere reale e non a tavolino, un reale ritorno alla sua funzione originaria quale servizio pubblico.
Cub Poste
Cobas Poste
Sicobas Poste
Slg-Cub Poste
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