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Tribunale - Vittime un giovane e un poliziotto intervenuti dopo la richiesta di aiuto della piccina - Disperata, è corsa a rifugiarsi dalla vicina di pianerottolo

Prende a bastonate la figlia e a calci i vicini che lo sgridano, condannato

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Bassano Romano – Prende a bastonate la figlia e a calci i vicini che lo sgridano, condannato. Uno era tra l’altro un poliziotto. Sono intervenuti in seguito alla richiesta di aiuto disperata della piccola. 

Si tratta di un uomo di nazionalità romena, accusato di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, che la sera del 18 ottobre 2015, a Bassano Romano, ha picchiato la bambina fino a farla correre a cercare rifugio da una vicina.

“Aiuto, il babbo è ubriaco e mi sta prendendo a  bastonate, è ubriaco tutte le sere e tutte le sere mi mena”, avrebbe detto la piccola in lacrime alla donna, che l’ha subito accolta in casa. Nel frattempo il figlio e un altro vicino, poliziotto, che era già in pigiama, hanno affrontato il genitore. 

Io faccio come cazzo mi pare, chi sei tu non me ne frega un cazzo, non ti dò un cazzo”, avrebbe detto all’agente che, dopo avere mostrato il tesserino, gli chiedeva ragioni del suo comportamento e i documenti. 

“Subito dopo mi ha sputato addosso e preso a calci sugli stinchi. Era ubriachissimo, non si teneva, Ho chiamato i carabinieri che hanno dovuto chiamare l’ambulanza. L’altro vicino l’ha preso per il collo. Gli ha sputato, lo ha preso a calci come me e lo ha anche preso per il collo”, ha spiegato l’agente al giudiceGiacomo Autizi.

Entrambi gli uomini sono finiti in ospedale per le cure del caso.

Il vicino, un giovane, anche lui sentito come teste, confermando le fasi concitate dell’episodio di incontenibile violenza, ha rimesso la querela. “Non mi importa che venga processato per quello che ha fatto a me – ha però sottolineato – ma voglio sperare che siano intervenuti i servizi sociali per la figlia, vederla piangere a quel modo e sentire che il padre la stava prendendo a bastonate mi ha spezzato il cuore”. Ma non era delle botte alla figlia che si discuteva ieri. 

Alla fine l’accusa ha chiesto una condanna a nove mesi dell’imputato, che il giudice ha ridotto a sei mesi e 15 giorni. 


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3 maggio, 2019

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