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Acquapendente - Sabato 1 giugno alle 21 - In scena i partecipanti del corso di formazione teatrale 2018-2019

Tutto pronto per lo spettacolo “Il re muore… viva il re!”

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Acquapendente - Teatro Boni

Acquapendente – Teatro Boni

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – “Il re muore… viva il re!” È il titolo dello spettacolo di fine anno del corso di formazione teatrale 2018-2019 del teatro Boni di Acquapendente, che andrà  in scena sul palcoscenico aquesiano sabato 1 giugno 2019 alle 21.

“Coloro che odiano sono coloro che non hanno l’€™amore altrui”, recita il claim dello spettacolo. Il laboratorio porta in scena un camaleontico, fantastico e ironico adattamento teatrale di un testo cult del grande Eugène Ionesco, poeta dell’assurdo, camaleontico, fantastico e ironico che concepiva il teatro come una rappresentazione simbolica dell’esistenza.

Una storia bizzarra che ha come protagonista il Re Bérenger con il suo  destino e la sua malattia assimilabile a un malessere mondiale. Una storia destrutturata, dove personaggi, cinici e senza cuore, si muovono nella sala del trono di un castello in decadenza e fatiscente popolato da figure mostruose, da magmi interiori, che come €œcorpi estranei, parassiti€ sviscerano le incrostazioni dell’€™anima. €œIl sognatore esce dal suo sogno€, libero da €œspine, squame, alghe, liane, foglie umide e viscide€.

Il Re Bérenger, è la maschera dell’uomo e contemporaneamente dell’umanità . Quando si è ormai vicini alla morte non è più necessario proteggersi, ignorando la realtà  della fine, e il protagonista viene messo impietosamente a nudo, svergognato nella sua ipocrita amnesia. Sono protagonisti l’uomo e la solitudine, ma anche la crisi e l’angoscia che coinvolge tutti.

Una storia senza tregua, dove i ritmi rapidi, incalzanti, i dialoghi sferzanti e le parole hanno muscoli e artigli che spaventano. L’€™impotenza dell’€™uomo con la sua tragica maschera è palese e il suo dibattersi da marionetta è simile all’€™agonia di un pesce fuor d’€™acqua.

Tanti argomenti si intrecciano alla limitatezza del tempo, inutile cercare di essere ricordati. Vano è l’aggrapparsi al concetto di esistenza. Attraverso, l’€™ossessivo rendersi conto che il destino è più forte del più forte, più potente di un re e di tutte le guerre vinte ed è al di sopra della  legge degli uomini. Un senso di spazi pieni, molto pieni, stracarichi di immagini: assassinii, deliri vorticosi di parole in libertà, resistenze e lotte contro la dissolvente agonia. Poi d’improvviso il vuoto. Un teatro forte, sempre fresco, trasposizione di moti e terrori inossidabili in cui la paura della morte è tutt’uno con la consapevolezza.

In scena Francesca Araceli, Francesca Bellitto, Carla Castiglione, Ilenia Costa, Luisa Curti, Gabriela Di Marco, Gilda Monelli, Roberto Pelo, Anna Pichi, Rosaria Quarta, Laura Rossini, Paola Serafinelli, Sesé Spaccini Carucci, Enrico Squarcia, Cristina Vitiello, Riccardo Zanoni. Scene e regia di Sandro Nardi. Accessori di scena Anna Pichi. Luci e audio di Manuel Dionisi.

 

Ufficio stampa teatro Boni

 


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31 maggio, 2019

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