In basso a sinistra il prefetto Giovanni Bruno festeggia la vittoria del centrodestra e di Arena
Viterbo – Non solo cene di partito.
Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno partecipa non solo a cene di partito ma anche a feste e festeggiamenti di partito o coalizione.
Come dire: sbuca fuori dappertutto. Dopo aver documentato che il beneamato prefetto ha partecipato a quattro cene elettorali e feste di partito, i lettori ci hanno segnalato un altro paio di situazioni a dir poco imbarazzanti.
Tusciaweb quando è possibile, da sempre e sempre, attraverso foto o filmati registra tutto. E quando ci sono difficoltà registra tutto almeno semplicemente in audio. E va ricordato che nessuno può impedire a un giornalista di fare delle foto o filmati. E proprio la documentazione che facciamo sempre ci permette di ricordare due feste di partito o di coalizione, e siamo a sei, a cui il prefetto ha partecipato. Non si sa bene a quale titolo. Visto che il prefetto in tutta Italia è una figura super partes, che rappresenta nel territorio il governo di tutti gli italiani. Lo Stato.
Un ruolo super partes delicatissimo. Basti pensare, per dirne una, al ruolo che la prefettura ha nelle fasi elettorali.
Proprio alla fine di una fase elettorale, quella che ha portato alla elezione di Giovanni Arena a giugno del 2018, indovinate chi appare nei nostri filmati e foto fatti durante i festeggiamenti del neosindaco? Avete indovinato? No? Ve lo diciamo noi: mentre Arena felice stappa giustamente in piazza una bottiglia di spumante, dietro di lui spunta la faccia del beneamato prefetto che partecipa sorridendo alla festa per la vittoria elettorale.
Non basta. A ottobre 2018 il prefetto, che deve essere il garante di tutti, spunta fuori in una bella foto di gruppo in occasione della inaugurazione della sede della Lega a Tarquinia e la nomina di Alessandro Giulivi come referente locale.
Al centro del gruppo di fronte a una bella tavola imbandita, c’è lui. Sì, lui. Il nostro beneamato prefetto Bruno. Un comportamento che non ha riscontri a livello nazionale, perché un prefetto non solo deve essere super partes, ma deve apparire super partes.
In quel caso ci fu anche un inquietante episodio. Fu pubblicato un post su Facebook, con la foto della tavolata, dal responsabile provinciale dei giovani della Lega Giovanni Congedi. Il post dopo poche ore fu tolto. Chissà per quale motivo. Sarebbe interessante saperlo. Ma sul web poche cose scompaiono veramente e per quel post fu addirittura presentata una interrogazione parlamentare.
Insomma fatti strani, fatti che esigono una spiegazione. Immaginate se tutte le figure di garanzia e istituzionali si comportassero come il prefetto di Viterbo. Quale credibilità avrebbero le istituzioni repubblicane?
Il prefetto a questo punto deve ai cittadini, che pagano profumatamente il suo stipendio, delle spiegazioni.
Il prefetto è un funzionario dello stato ed è al servizio dei cittadini e non il contrario. E un prefetto costa ai cittadini poco meno di centomila euro l’anno per la retribuzione di base, più la retribuzione di posizione fino a 60mila euro e quella di risultato fino a 11mila euro. In particolare il prefetto Bruno, quando era a Vibo Valentia, costava ai cittadini più di 150 mila euro l’anno, almeno così riporta il ministero degli Interni. Insomma un funzionario ben pagato che deve spiegazioni ai cittadini.
Il prefetto deve spiegare perché ha partecipato a tutte queste feste di partito. Deve spiegare perché si mette a tavola con esponenti di partito a cene elettorali e non.
E si badi bene, torniamo a sottolinearlo, la questione non riguarda i partiti. I partiti fanno il loro lavoro. E se le cene fossero state di Più Europa, del Pd o di Forza Italia sarebbe stata proprio la stessa cosa. Il colore del partito non conta nulla. Quello che conta è che un funzionario dello Stato non dovrebbe partecipare ad iniziative di partito.
Il prefetto spieghi cosa stava facendo in queste sei situazioni imbarazzanti.
E purtroppo non è finita qui.
Carlo Galeotti
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