Viterbo – C’era una volta Ferento, come il far west di Sergio Leone. Nel secondo facevano a pistolettate. Nel primo a spadate. Pionieri entrambi. I romani un tempo, gli yankee secoli dopo. L’ovest dei coloni americani, Ferento quello dei romani. Gli uni sono storia, contemporanea, gli altri rievocazione. Come quella che andrà in scena il primo week end di giugno, l’1 e il 2, festa Repubblica. Democratica. A Ferento, in quei giorni, andrà invece in scena quella romana. Organizzata da Archeotuscia, con i patrocini di comune di Viterbo, ministero dei beni culturali, Touring club e Rotaract. Main sponsor Eurospin ed Ecologia Viterbo.
“Per la prima volta – fanno notare da Archeotuscia – nella storia dell’evento”. Arrivato quest’anno alla sua terza edizione,
Questa mattina nella sala del comune di Viterbo, a palazzo dei priori, la conferenza stampa di presentazione. In campo, l’assessore alla cultura, Marco De Carolis, il presidente di Archeotuscia Luciano Proietti, Simonetta Pacini, sempre di Archeoares, e il professor Menio Pietrobono, consulente storico filologico di gruppi di rievocazione storica.
Location, teatro e terme di Ferento, città romana di cui si ha traccia già a partire dal II secolo a.C.. “Uno dei luoghi più importanti – ha commentato De Carolis – e significativi del patrimonio storico del nostro territorio”. Distrutta dai viterbesi nel 1172. Qui, in costume d’epoca, si accamperanno romani e barbari, celti per l’esattezza, in rappresentanza di quel movimento di popoli che tra il IV e il VII secolo d.C. rifece i connotati all’impero d’occidente. “L’obiettivo – spiega subito Proietti – è far rivivere Ferento, riportandolo al passato. Quindi alla vita quotidiana in età romana. Una rievocazione storica in costume. Il primo e il due giugno, dalle 10 di mattina al tramonto. Due giorni con la stessa rievocazione storica per dare a tutti la possibilità di non perdersela. Una manifestazione più imponente rispetto al passato”.
In campo ci saranno anche dieci legioni romane, tra queste anche una che viene dalla Spagna.
“Sono orgogliosa di coordinare questo evento – ha dichiarato invece Pacini -. L’ingresso è a offerta libera. Il ricavato verrà investito per il recupero del teatro e delle terme”.
Archeotuscia è un’associazione di volontariato di “solidarietà sociale, umana, civile e culturale”, come sta scritto sul suo statuto. Finalità cui punta attraverso la gestione di siti archeologici nel territorio della Tuscia.
“Gruppi storici di rievocazione, vanno chiamati così – fa notare Pietrobono nel suo intervento -. La cultura della storia rivive oggi una necessità emergente. L’uomo impara dalla sue azioni sviluppando al tempo stesso un discorso formativo che nella rievocazione trova un suo spazio d’eccellenza. Uno spazio di dialogo che andrebbe portato anche nelle scuole facendo in modo che possano visitare i siti archeologici presenti sul territorio”.
Tra le rovine di Ferento, sabato e domenica, danze antiche, riti religiosi, combattimenti, attività didattiche e vendita di schiavi. E ancora, manovre militari lungo il decumano, mercato e discorso di Catone alle terme in serata. Per concludere, battaglia contro i Cantabrici agli ordini di Ottaviano Augusto imperatore
Il contesto storico messo in scena è quello della Roma repubblicana. Anno, 44 a.C., le idi di marzo, quando Cesare venne accoltellato e ucciso in senato. Da Bruto e Cassio che, con l’uccisione del tiranno, pensavano di salvare la repubblica. E invece l’affossarono. Definitivamente. Seguì l’impero, non il diluvio. Senza neanche passare dalle elezioni.
Daniele Camilli
Fotogallery: L’area archeologica di Ferento
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